RIEPILOGO APRILE/MAGGIO 2026: LO STRANIERO/IL CASO 137/ RESURRECTION/YELLOW LETTERS/ AMARGA NAVIDAD/IL SILENZIO DEGLI ALTRI

LO STRANIERO

T.o. L’Etranger; Regia: Francois Ozon; Interpreti: Banjamin Voisin, Rebecca Marder; Origine: Francia; Anno: 2025; Durata: 2h 3m

#LoStraniero (t.o. L’Etranger) del regista e sceneggiatore francese #FrancoisOzon, presentato in #concorso allo scorso #Festival di #Venezia, è tratto dall’omonimo romanzo di #AlfredCamus. Inizialmente il progetto di Ozon prevedeva un film in tre episodi, ambientato nella contemporaneità, con #BenjaminVoisin nel ruolo di un uomo disilluso ispirato al personaggio di #Meursault, protagonista del romanzo. Procedendo il regista si è però reso conto che tutta la storia ed il testo dell’opera di Camus erano sempre più presenti, per cui, vincendo i timori di confrontarsi con tale scritto universalmente noto, ha finito per optare per la sua riduzione cinematografica, già resa da #LuchinoVisconti e tra i progetti non realizzati di #IngmarBergman (la cui ispirazione si ritrova in varie sequenze). Meursault è un #nichilista, ma anche passionale con la sua fidanzata Marie #RebeccaMarder; distaccato durante il funerale della madre, ma anche un amico disponibile e generoso. Uno straniero rispetto alla stessa esistenza, con una filosofia rigorosa e al di fuori degli schemi: sfugge ad ogni catalogazione convenzionale, attrae ed atterisce ad un tempo; un #personaggio che resta #enigmatico fino alla fine. Ma quel che il regista ha voluto evidenziare è anche l’aberrazione del #colonialismo (chi è il vero straniero, chi invade o chi è invaso?). L’incipit del film è un Cinegiornale d’epoca (siamo negli anni ’40 ad Algeri) e nel finale viene ripresa la lapide del giovane arabo ucciso da Meursault sulla quale veglia la sorella Dyamila #HajarBouzuaouit che denuncia la sostanziale invisibilita’ della vittima (l’#invisibilizzazione dell’arabo, cioè dell’#oppresso da parte della potenza coloniale) nel processo in cui Meursault è imputato. Di lì a poco sarebbe scoppiata la guerra per l’indipendenza algerina durata dal 1954 al 1962. Questa forte connotazione anti-colonialista del film è confermata anche dal brano che accompagna i titoli di coda: #KillingTheArab dei #Cure, liberamente ispirato al romanzo di Camus. #LoStraniero è un film denso, che si avvale della intensa interpretazione di #BenjaminVoisin e di un b/n perfetto, di sicuro un’opera sincera ed ispirata. Consigliato!

IL CASO 137

T.o. Dossier 137; Regia: Dominik Moll; Interpreti: Lea Drucker; Origine: Francia;Anno: 2025; Durata: 1h 55m

#IlCaso137 del regista e sceneggiatore francese #DominikMoll parte da un caso di cronaca avvenuto a Parigi durante le manifestazioni dei ‘Gilets jaunes’ (Gilet gialli) nel dicembre del 2019: un ragazzo viene colpito alla testa da una pallottola di gomma sparata dagli agenti della BRI (una forza di intervento specializzata, la stessa che intervenne per l’attentato al Bataclan). Nella finzione cinematografica Stephanie Marchana #LeaDrucker commissaria della IGPN, quella sezione della polizia francese, realmente esistente, che ha il compito di indagare su eventuali abusi e violenze nella condotta degli stessi agenti di polizia, raccoglie la denuncia della madre della vittima che ha subito un trauma cranico grave con conseguenze permanenti: il caso 137. Stephanie inizia quindi l’ingrato compito di #controllare i #controllori, in una strenua ricerca della verità. Con lei seguiamo tutte le fasi delle indagini: la ricerca delle prove e dei responsabili, gli interrogatori, il reperimento e la visione dei filmati, insieme alla pesante burocratizzazione della procedura (segnata dalla ‘voice over’ della protagonista che trascrive le infinite richieste di autorizzazione) e alle pressioni sindacali per evitare ogni colpevolizzazione degli ‘eroi poliziotti’. Tra #poliziesco e #dramma#sociale, #IlDossier137 ci pone un quesito chiaro: il nostro sistema è in grado di riconoscere la responsabilità del singolo poliziotto? E ancora, siamo disposti a rinunciare, sempre di più, alla nostra #libertà, ai nostri diritti in vece della #sicurezza? E infine, il concetto di sicurezza può estendersi fino a #reprimere una giusta e legittima #protesta? Sono domande che sempre più spesso ci poniamo. Il regista, esperto di #polar (genere tra poliziesco e noir; suo l’interessante #LaNottedel12) segue Stephanie nella sua indagine,ma anche nella sua vita privata, avvalendosi della convincente interpretazione di #LeaDrucker che conferisce verità al personaggio. #Colori freddi, #ritmo narrativo sostenuto, #sceneggiatura efficace e riflessiva per un’opera convincente e coinvolgente. Consigliato.

RESURRECTION

T.o. Kuangie shidai; Regia: Bi Gan; Interpreti:Jackson Yee; Origine:Cina; Anno: 2025; Durata: 2h 40m.

#Resurrection (t.o. Kuangie shidai, letteralmente ‘epoca folle’) del regista e sceneggiatore cinese #BiGan è un rarefatto #racconto#metacinematografico sospeso tra #scifi e #onirismo poetico. In un futuro nel quale l’umanità ha barattato la capacità di sognare con l’immortalità, una donna #ShuQi si avventura nella mente di un Delirante #JacksonYee, che si nasconde nei vecchi film, ultima persona capace di sognare. Inizia così un viaggio (delirante) che di fatto ripercorre la #storia del #cinema con una miriade di citazioni: #Murnau, #Melies, #LaSignoradiShangai di #OrsonWelles, i #BMovie dell’estremo oriente, #Melville, #BladeRunner, per giungere infine ad una sala cinematografica dove gli spettatori,come candele al fuoco, si consumeranno in un’ultima visione. Il cinema, come è nato e come noi ancora (per poco) lo conosciamo, è destinato a morire. #BiGan però non ne fa un dramma: insieme a questa consapevolezza c’è la convinzione che il cinema si sta trasformando in altro: una ‘resurrezione’,appunto, che lo porta sempre più vicino all’arte contemporanea. In questo senso vanno intese le immagini dalla #forte#estetica ed #estetizzazione del suo cinema, caratterizzato anche da numerosi #piani#sequenza tipici della filmografia cinese. #Resurrection non è un film semplice,anche per la durata (2h 50m), ma di sicuro è una riflessione interessante sulla #necessità di #sognare. Per cinefili accaniti!

YELLOW LETTERS

Regia: Ilker Catak; Interpreti: Ozgu Namal, Tansu Bicer; Origine: Germania, Turchia; Anno: 2026; Durata: 2h 8m.

#YellowLetters (trad.Lettere gialle) del regista tedesco di origini turche #IlkerCatak, #OrsoOro allo scorso #Festival di #Berlino, è un film di #denuncia#politica e #sociale. Dreya #OzguNamal famosa attrice teatrale e Aziz #TansuBicer autore e professore universitario sono una coppia sposata affiatata nel lavoro e nella vita. Da due gesti apparentementi innocui, ma che nella Turchia odierna hanno il significato di una forte insubordinazione, (Dreya rifiuta di salutare un prefetto a fine spettacolo e Aziz incoraggia i suoi studenti a partecipare ad una manifestazione per la pace) derivano una serie di conseguenze che stravolgeranno le loro vite, portandoli a confrontarsi con i propri ideali e con la tenuta degli stessi: quanto siamo disposti a rinunciare ai nostri ideali quando il lavoro diventa precario e il benessere si esaurisce? #YellowLetters tratta di #rapporti di #potere a vari livelli. Il primo è quello dei #cittadini nei confronti del #governo, in questo caso quello repressivo di Erdogan, ma non solo, giacché, con una scelta narrativa originale ed efficace, il regista intitola i primi due capitoli ‘Berlino come Ankara’ e ‘Amburgo come Istanbul’, in parte perché non avrebbe potuto girare un film del genere in Turchia, ma anche a significare che la #deriva#autoritaria, quella della #censura e della limitazione della libertà di espressione e autodeterminazione, è dietro l’angolo anche nei regimi democratici. Il secondo livello della riflessione sui rapporti di potere è quello della #relazione di #coppia che scoppia di fronte a differenti approcci e #rivendicazioni di #autonoma#scelta (anche il più illuminato degli uomini custodisce un substrato per cui la bravura professionale di una donna è pur sempre una sua creazione); infine quello dei #genitori nei confronti della #figlia#adolescente Ezgi #LeylaSmyrnaCabal con le sua legittime istanze di libertà. Teatro, vita reale, ideali, esigenze materiali, trasformazioni, pressioni e compromessi, tutto si interseca in mix esplosivo grazie ad una fitta sceneggiatura incisiva e semplicemente perfetta (autore lo stesso Catak insieme ad Ayda Catak ed Enis Kostepen), grazie ad una regia incalzante ed efficace, grazie ad attori/attrici strepitosi che rendono personaggi sfaccettati e complessi. #YellowLetters è un film potente, coinvolgente, riflessivo, che ci scuote nel profondo, uno dei migliori fin qui visti del 2026: imperdibile!

AMARGA NAVIDAD

Regia:Pedro Almodovar; Interpreti: Leonardo Sbaraglia, Barbara Lennie, Aitana Sanchez Gijon; Origine: Spagna; Anno: 2026; Durata: 1h 52m

#AmargaNavidad (trad.Natale amaro) del regista e sceneggiatore spagnolo #PedroAlmodovar (in concorso al recente Festival di Cannes) è un film nel film sulla #crisi#narrativa del regista Raul #LeonardoSbaraglia (alter ego di Almodovar) e del suo attingere alla vita, alla cd ‘autofiction’, per superare il blocco in cui è impantanato. In contemporanea sullo schermo finzione e realtà si mischiano, man mano che il lavoro creativo di Raul prosegue concependo il personaggio di Elsa #BarbaraLennie (alter ego di Raul), ‘regista di culto’, ma non di pubblico, che trasfonde nel lavoro del suo prossimo film il dolore degli altri, esattamente come fa Raul al quale Monica #AitanaSanchezGijon sua storica segretaria, nella sequenza finale (la migliore del film dal punto di vista della sceneggiatura) contesta di vampirizzarlo quel dolore . Per il resto #AmargaNavidad gira un po’ a vuoto in questo continuo gioco di rimandi, tradendo quella crisi creativa che probabilmente anche Almodovar vive (di sicuro se confrontiamo il presente lavoro con il suo precedente #LaStanzaAccanto). Un #esercizio#estetico ed estetizzante un po’ fine a se stesso (scenografie, arredi,cromatismi,canzoni spagnole, persino il malessere fisico tra attacchi di panico ed emicrania, qui una caricatura rispetto alla magistrale rappresentazione dello stesso in #DoloryGloria) che alla fine ‘almodovarizza’ un po’ tutto, per un’opera che si percepisce non sincera, ma furba (vedi i creditis stra esibiti) e anche un po’ noiosa. Adoro Almodovar, ma ahimè questa volta per me è un no!

IL SILENZIO DEGLI ALTRI

T.o. Sorda; Regia: Eva Libertad; Interpreti: Miriam Garlo,Alvaro Cervantes; Origine: Spagna:Anno:2025; Durata: 1h 40m

#IlSilenziodegliAltri (t.o. Sorda) della regista e sceneggiatrice spagnola #EvaLibertad è un film di esordio che ha conquistato subito il pubblico, raccogliendo diversi premi (#FestivaldiBerlino, #Goya, #Bifest). Angela, non udente, #MiriamGarlo ed Hector, udente, #AlvaroCervantes sono una coppia felice : vivono in campagna con il loro cane Lucas e aspettano una figlia. La nascita della bambina sarà però anche l’inizio di un periodo di forte stress ed incomprensione nella coppia. Ona, questo il nome della piccola, si rivelerà essere udente e farà sentire Angela esclusa dal suo mondo e nella difficoltà di creare un canale di comunicazione diretto. #IlSilenziodegliAltri è un film sulla diffusa #difficoltà di #comunicare, accentuata quando ci si confronta con strumenti o linguaggi diversi. In tal senso è emblematica la scena del parto, dove le #differenze#comunicative si traducono in una scontata ed imposta #superiorità della parola parlata, creando una situazione di forte stress al limite della violenza. La regista dimostra rara #sensibilità e incisività nel trattare la tematica che ben conosce, essendo sorella dell’attrice protagonista non udente anche nella vita reale. Se nella prima parte siamo immersi nell’universo degli udenti, nella seconda siamo in quello ovattato dei non udenti; il cambio di registro ci permette di immedesimarci nella sfera esistenziale di Angela, comprendendola meglio. Il riconoscimento e la tutela dei #diritti di una #minoranza, qualunque essa sia, si traducono in una società civile migliore per tutte e tutti, specie quando contribuiscono a demolire il concetto di #perfezione#suprematista. Film dalla sensibilità incisiva.

Alessandra Quagliarella

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Nel 2013 ha frequentato il Seminario residenziale di Critica Cinematografica organizzato dalla rivista di settore I duellanti nell'ambito del Bobbio Film Festival ideato e curato dal maestro Marco Bellocchio, nonché il corso di Storia del Cinema presso l'Uniba - Università di Bari a.a.2012/2013. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, rubrica che si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto due trasmissioni sul cinema: 'Sold Out Cinema' e 'Lanterna Magica, 'entrambe su Controradio Bari. Nel 2023 ha curato la rassegna cinematografica collegata al Corso diretto dalla prof.a Francesca Romana Recchia Luciani per le Competenze trasversali dell'Università di Bari con oggetto la Violenza di genere. Nel luglio 2023 ha collaborato alla rassegna 'Under Pressure, azioni e reazioni alla competizione' e nell'ottobre 2023 ha partecipato all'evento 'Taci, anzi parla. Il punto sulla violenza di genere' con un intervento sul film 'Una donna promettente', entrambi organizzati dall'associazione La Giusta Causa. Nell'aprile del 2024 ha curato una lezione su ' Sesso e sessualità: dalle pioniere del cinema muto al cinema femminista degli anni 70' nell'ambito del corso di Letteratura di genere della prof.ssa lea Durante all'Università di Bari. Collabora con l'Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto. In particolare approfondisce i collegamenti tra gli studi di genere e cinema.

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