SESSO SFORTUNATO O FOLLIE PORNO


Titolo originale: Babardeala cu buclucsau pornobalamuc; Titolo internazionale: Bad Luck Banging Or Loony Porn; Regia: Radu Jude; Interpreti: Katia Pascariu, Claudia Ieremia; Origine: Romania; Anno:2021; Durata: 106’.

Un video porno amatoriale girato da Emi, professoressa di scuola superiore a Bucarest, con il suo compagno finisce in rete dove viene visto dai suoi alunni. La professoressa viene immediatamente convocata dall’assemblea dei genitori per decidere il suo futuro nella scuola.

Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo, quasi fumettistico, dal rosa confetto utilizzato per la grafica e da tutto quanto fa spettacolo. Il film di Radu Jude, regista rumeno dal tratto graffiante e caustico, Orso d’oro al Festival di Berlino del 2021, è un vero e proprio pamphlet contro la sub-cultura patriarcale, da vedere attentamente.

Il film è diviso in 3 capitoli: i primi due quasi illustrazione di una tesi, l’ultimo prospetta i differenti possibili epiloghi della storia.

Il primo capitolo inizia con il video (niente è volontariamente lasciato all’immaginazione) e prosegue seguendo il percorso a piedi che Emi, la professoressa protagonista interpretata da una convincente Katia Pascariu, compie attraverso Bucarest verso la scuola dove insegna dove si terrà l’incontro con i genitori.

Il percorso di sociologia urbana, che viene mostrato senza commento musicale,  lasciando spazio ai suoni prevaricatori del traffico, è molto interessante. Gradualmente il regista focalizza i tanti messaggi della sub-cultura patriarcale che ci circondano, una cultura che considera le donne come oggetti sessuali così come mostrate nei cartelloni pubblicitari, che premia l’aggressività e l’arroganza, anche nel semplice parcheggio di una macchina, dove impera la bruttezza della plastificata globalizzazione che distrugge il bello e il peculiare. Tutto questo si respira passeggiando, con un processo di assuefazione tale da portarci a considerarlo normale e da non notarlo più.

Non sentiamoci assolti pensando che si tratti di Bucarest, della ‘retrograda’ Romania, perché purtroppo potremmo benissimo trovarci in Italia o in qualsiasi altro Paese: il discorso vale per l’intero globo.

Sembra tutto molto divertente, ma non lo è affatto dal momento che il regista, molto sapientemente, ci porta faccia a faccia con una cultura fatta di violenza e controllo nella quale siamo immersi da secoli.

Il secondo capitolo del film entra ancora più nel dettaglio della riflessione. Ha un suo titolo: Piccolo dizionario di aneddoti, segni e meraviglie’, un vero e proprio abbecedario della cultura maschilista e patriarcale dove, in ordine alfabetico, vengono illustrate con immagini esplicite e commento a latere quelle che sono le manifestazioni della cultura predominante e oppressiva, che ha il suo fulcro nel controllo del corpo della donna.  Nessun concetto viene  tralasciato, passando così dai suggerimenti visivi del primo capitolo alla spiegazione nel dettaglio.

Il terzo e ultimo capitolo riguarda l’incontro presso la scuola tra genitori, direttrice ed insegnante. L’assemblea si svolge con toni parossistici, paradossali, da discussione su whatsapp, inscenando un vero e proprio processo che si può concludere con tre differenti finali (il regista ripropone la tripartizione), dei quali l’ultimo prevede una sorta di fumettistica travolgente ‘revenge’ con una Emi super-eroina.

Anche noi spettatori siamo stati preparati ad affrontare questo processo alla luce di quanto esposto nei primi due capitoli del film e siamo pronti per pronunciare la nostra sentenza, di condanna o di assoluzione.

Emi difende la sua posizione di donna che rivendica la libertà di vivere la propria sessualità come crede e di non confondere il proprio privato con il pubblico, giacché il primo non inficia la sua capacità come professoressa.

Si tratta di una prospettiva nuova che ribalta la vetero-cultura maschilista. E’ necessario un cambiamento culturale di linguaggio, immagini, messaggi, tutele, prospettive, senza il quale non potremo sconfiggere disuguaglianze, soprusi e, nella loro estrema manifestazione, femminicidi, strutturali e non episodici.

Sesso sfortunato o follie porno è un film importante nell’ottica della lotta ai pregiudizi di genere e alle tutele delle differenze di genere, un film che genera un senso di nausea per come le donne vengono ancora oggi trattate e viste dalla società.

Un film illuminante!

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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