22 APRILE – GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Oggi, 22 aprile, è la giornata mondiale della Terra. La prima celebrazione ufficiale dell’Earth Day risale al 22 aprile del 1970 e si tenne negli Stati Uniti ma solo a livello nazionale. Bisogna aspettare 20 anni prima che la Giornata della Terra coinvolga più di 140 paesi che nel 2000 sono diventati 183 grazie all’avvento di Internet rivelatosi un utilissimo strumento di organizzazione a livello internazionale.

Attualmente sono 192 i paesi coinvolti nella celebrazione dell’Earth Day la cui istituzione avvenne ad opera di un attivista per la pace, nonché amante dell’ecologia, John McConnell che la propose durante la Conferenza dell’UNESCO nel 1969. In quello stesso anno al largo di Santa Barbara una piattaforma della Union Oil esplose causando una fuoriuscita di greggio: un disastro ambientale che uccise migliaia di uccelli e animali marini. Questo incidente scosse molto l’opinione pubblica e l’opinione pubblica inizio’ ad essere maggiormente sensibile all’argomento.

La questione era stata in realtà sollevata già durante gli anni della Presidenza Kennedy. John Fitzgerald Kennedy fu spinto dal senatore democratico del Wisconsin, Gaylord Nelson, a tenere una serie di discorsi attraverso gli Stati Uniti legati all’ambiente e alla conservazione del patrimonio naturale.

L’Earth Day di quest’anno è dedicato al tema della perdita della diversità biologica e dell’estinzione delle specie. Gli obiettivi dell’iniziativa sono:

• informare e sensibilizzare i cittadini sull’accelerazione del tasso di estinzione di milioni di specie e sulle cause e le conseguenze di questo fenomeno;

• raggiungere importanti risultati politici in termini di protezione di ampi gruppi di specie, nonché di singole specie e dei loro habitat;

• costruire e attivare un movimento globale che abbracci la tutela della natura e dei suoi valori;

• incoraggiare azioni individuali, come l’adozione di una dieta sostenibile, basata su alimenti ottenuti senza l’uso di antiparassitari, insetticidi ed erbicidi. Quest’ultimo obiettivo riguarda da vicino la responsabilità individuale.

Noi singole persone con piccoli accorgimenti possiamo davvero contribuire nel nostro quotidiano a migliorare le sorti del pianeta Terra. È un continuo gridare che non c’è più tempo, che il pianeta è gravemente ammalato, ma bisognerebbe anche diffondere meglio e con maggiore chiarezza cosa noi, singolarmente, possiamo fare concretamente per aiutarlo. È per questo che alla fine dell’articolo troverete un breve vademecum che permette a ciascuno di noi, nel proprio piccolo, di contribuire in maniera fattibile a salvare l’unico ecosistema che abbiamo, dato che “THERE IS NO PLANET B.”

Cinemagazzino ce lo ricorda attraverso il cinema che riesce con il suo linguaggio visivo universale ad arrivare a tantissime persone. Definito una fabbrica di sogni, in realtà il cinema ha anche un altro ruolo altrettanto fondamentale, quello di farci vedere la realtà con uno sguardo consapevole, risvegliando le coscienze. Vi proponiamo quindi un film e cinque documentari sull’argomento Pianeta Terra tra cui Earth – un giorno straordinario che in occasione di questa ricorrenza va in onda stasera su Rai Premium alle 21,20.

Earthun giorno straordinario (Earth – One Amazing Day) di Richard Dale, Peter Webber, Lixin Fan (Gran Bretagna, 2017, Rai Premium e Prime video)

Un viaggio di 24 ore intorno al Pianeta Terra per rendere omaggio alla sua potenza e bellezza che stiamo sciupando invece di preservare. Le suggestive immagini che ritraggono ogni angolo del pianeta sono accompagnate dalla voce narrante di Diego Abatantuono che nella versione originale è di Robert Redford. Per cinque anni tre registi e cento operatori, in collaborazione con la BBC, hanno filmato dall’alba al tramonto ogni angolo della Terra dal deserto Africano al Polo Nord. La poesia delle effimere che volano su uno specchio d’acqua e consumano la loro vita in un solo giorno; la buffa goffaggine del panda gigante ghiotto di bambù che può arrivare a mangiare fino a 14 ore al giorno; la tenerezza di una mamma zebra che protegge il suo piccolo dagli attacchi di una lince. Questi sono i sentimenti che ispirano le splendide immagini e il messaggio che vogliono farci arrivare è chiaro. «Ogni giorno è straordinario. In qualunque momento, in ogni parte del mondo, c’è qualcosa di incredibile che sta accadendo» come sostiene uno dei suoi registi, Peter Webber, e «Non vi è nulla di più importante da proteggere della nostra sola ed unica casa», come dice Diego Abatantuono alla fine del documentario. Dopo la visione non possiamo che dar loro ragione.

Il sale della terra (The Salt of the Earth) di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado (Brasile, Italia, Francia, 2014, Prime Video)

Documentario esteticamente potente come tutte le fotografie di Sebastião Salgado di cui delinea il percorso artistico, Il sale della terra nasce dalla collaborazione di Wim Wenders e del figlio dell’artista, Juliano Ribeiro Salgado. Le favolose immagini di questo grande fotografo ci raccontano la bellezza della natura, bene comune all’umanità intera e l’effetto deleterio dell’umanità su questo bene prezioso che diamo per scontato credendolo eterno.

Home di Yann Arthus-Bertrand (Francia, 2009, You tube)

Girato dal fotografo Yann Arthus-Bertrand e co-prodotto da Luc Besson, questo documentario (finanziato dall’AD della holding del lusso PPR Francois-Henri Pinault, anche proprietaria di Gucci e Yves Saint Laurent) affronta il problema delle emissioni di CO2 causate dagli spostamenti in aereo, elicottero e altri mezzi inquinanti. I proventi del film sono stati devoluti alla fondazione GoodPlanet.

A plastic ocean di Craig Leeson (Netherlands, 2017, Netflix)

Il giornalista australiano Craig Leeson inizialmente doveva girare un documentario sulla balenottera azzurra in Sri Lanka, ma si è ritrovato davanti un mare di plastica. Da qui il suo reportage che indaga sul devastante impatto della plastica sugli oceani e sui suoi abitanti.

Trashed di Candida Brady (Gran Bretagna, 2013, Prime Video)

Il film riflette sul problema della spazzatura. Jeremy Irons si presta a intraprendere un viaggio intorno al mondo dall’Islanda all’Europa agli USA per analizzare a fondo uno dei più importanti aspetti della questione ambientalista.

La quinta stagione (The Fifth Season) di Peter Brosens e Jessica Woodworth (Belgio, 2012, Prime Video)

Vincitore della prima edizione del Green Drop Award al 69esimo Festival del cinema di Venezia, il film è una sorta di distopia che si interroga sul futuro, in realtà non troppo lontano e fantasioso purtroppo, degli abitanti del pianeta Terra se d’improvviso l’alternanza delle stagioni si bloccasse e d’un tratto scomparissero l’autunno, la primavera e l’estate.

VADEMECUM ECOLOGICO

11 piccole cose che possiamo fare per aiutare la Terra (e anche il nostro portafogli!) Al di là delle solite raccomandazioni, ormai note alla stragrande maggioranza della popolazione, quali usare il meno possibile l’auto e l’aereo (il mezzo più inquinante per eccellenza), riciclare correttamente, non gettare rifiuti in giro, stampare solo se strettamente necessario e in fronte retro, utilizzare lampadine LED che sono a basso consumo, ci sono altre piccole accortezze che si possono avere fuori, ma soprattutto dentro casa che aiutano il pianeta e anche il nostro portafogli. Eccole!

• Fai lavatrici solo a pieno carico (dosando bene il detersivo…) e solo nelle fasce orario di minore consumo quindi la sera e nei weekend

• Tieni il frigo aperto il meno possibile e non metterci mai cibi ancora caldi! Quando devi scaldare cibi che sono in frigo, tirali fuori un po’ prima. Consumerai meno energia.

• Non lasciare gli elettrodomestici in stand by o i caricatori inseriti nella presa quando non li usi

• Spegni sempre le luci quando passi da una stanza all’altra

• Chiudi l’acqua mente ti lavi i denti, da un rubinetto escono circa 12 litri di acqua al minuto! Per lo stesso motivo limita l’uso della vasca, una doccia di 5 minuti consuma circa 60 litri di acqua, una vasca ne consuma quasi il doppio. Bisogna stare quindi attenti anche alle perdite perché fanno sprecare fino a 5000 litri di acqua all’anno che finiscono nella nostra bolletta! • Raccogli in una bacinella l’acqua usata per lavare e/o bollire le verdure e utilizzala per innaffiare le piante. Fai lo stesso con l’acqua della pasta che può essere utilizzata per lavare i piatti (le stoviglie saranno più brillanti e il grasso si scioglierà prima!)

• Utilizza tovaglioli di stoffa e non di carta, la cellulosa è altamente inquinante come lo sono i procedimenti per produrla

• Fai shopping con bag di stoffa

• Acquista prodotti riciclati (come la carta igienica al 100%), prodotti a marchio Ecolabel (esiste anche per l’abbigliamento), un marchio europeo usato per certificare, secondo il regolamento CE n. 66/2010, il ridotto impatto ambientale dei prodotti o dei servizi offerti. Anche l’acronimo FSC è garanzia di attenzione all’ambiente, essendo un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale che ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati

• Acquista detersivi alla spina e frutta e verdura (di stagione!) sfusa non imballata

• Fai la spesa a KM 0 acquistando attraverso i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che trovate sul sito www.retegas.org e i GAC (Gruppo di Acquisto Collettivi) o i Farmer’s Market, mercato a filiera corta. Qui di seguito alcuni siti internet per orientarvi. www.farmermarket.it www.acquistiverdi.it www.mondobiologicoitaliano.com

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di recente adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina otto anni fa. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A quasi 40, scrive per questo blog e sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema e’ ancora e resterà sempre la sua più grande passione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *