NOAH

noah 1Regia: Darren Aronofsky
Origine: Usa
Anno: 2014
Durata:138’

La serata inaugurale del Bifest 2014 (5° edizione se si considera l’edizione pilota del 2009 denominata “Per il cinema italiano”) ha visto la proiezione in anteprima di Noah di Darren Aronofsky (autore, tra gli altri, del bello e struggente The Wrestler, 2008).

La storia è ovviamente nota a tutti e il film rientra in quella categoria particolarmente cara ad Hollywood sulla quale le major hanno fondato e tutt’ora in parte fondano la loro potenza: il kolossal.
Versione moderna del racconto biblico, con più di uno strappo alla fedeltà della storia, il film raccoglie tutti i più avanzati accorgimenti della tecnica: il 3D, un sistema sonoro molto avanzato (7.0), le riprese in digitale particolarmente efficaci (soprattutto nella sequenza  della riunione delle specie viventi da portare in salvo e, ovviamente, in quella del diluvio).

Precisa scelta del regista è stata quella di non contestualizzare  la storia, realizzando infine un heroic fantasy. Ambientazione, costumi, esterni (ritroviamo la ormai ricorrente location australiana dei 12 apostoli) sono infatti svincolati dall’epoca storica propria del racconto per essere trasferiti in un “non tempo” che richiama le atmosfere del Signore degli anelli e a tratti anche della saga di Harry Potter, nell’intento forse di attualizzare o più banalmente di attrarre fasce più ampie di giovani spettatori.
Un prodotto ben realizzato, con scene spettacolari, attori aderenti ai personaggi (dalla fisicità di Russel Crowe-Noah, alla intensità di Jennifer Connelly-la moglie Nahamee ed Emma Watson-Ila, al carisma di Anthony Hopkins-Matusalem), che tuttavia non riserva sorprese, nonostante l’uso massiccio di effetti cosiddetti speciali.

safe_imageIn particolare, il 3D non sembra utilizzato al suo meglio, specie ove si consideri il risultato raggiunto in Gravity (dove ha un senso ed un collegamento interno alla storia che si racconta): in Noah sembra non aggiungere niente alla visione.
Paradossalmente la ricerca dell’effetto speciale continuo rende il film in più di un tratto banale, risultando invece interessante proprio là dove lascia da parte l’intento di spettacolarizzazione (i primi piani intensi di Noah-Russel, i dialoghi in alcuni momenti ben costruiti, la sequenza sulla digressione dell’eterna lotta del male resa con il sistema arcaico dei flip-book, il montaggio alternato).

A chi si chieda perché vedere un film del genere in anteprima ad un festival anziché tra qualche giorno in una avanzata multisala, si può replicare che è proprio il fatto di essere inserito in un festival a renderlo un appuntamento diverso dagli altri. Tecnicamente il Teatro Petruzzelli (dove è stato proiettato) è di tutto rispetto. Va aggiunto che il film è stato preceduto da un omaggio a Gian Maria Volonté, al quale l’edizione di quest’anno è dedicata (con un’ampia e completa retrospettiva  interamente gratuita), dall’esecuzione dal vivo dei temi musicali tratti da due famosi film dell’attore (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e Sacco e Vanzetti) e da un filmato d’epoca dell’Istituto Luce (ce ne sarà uno diverso per ogni sera sulla Puglia), a dimostrazione del fatto che un festival  aggiunge sempre qualcosa di unico…in questo caso, quasi la parte migliore della serata.

bifest Noah

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.