VENEZIA 73 – BRIMSTONE/SPIRA MIRABILIS/LA REGION SALVAJE

BRIMSTONE
In concorso

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Regia: Martin Koolhoven; Interpreti: Dakota Fanning, Emilia Jones, Guy Pearce; Anno: 2016; Origine: Olanda, Francia, Germania, Svezia, Gran Bretagna; Durata: 140′

Brimstone ripropone atmosfere cupe di taglio western trattando i temi del fanatismo religioso e della violenza sulle donne. Il film narra la storia di una giovane donna (interpretata dalle bravissime Dakota Fanning e da Emilia Jones) che sfugge all’ira persecutoria di un pastore (Guy Pearce) e viene quindi costretta continuamente a fuggire. L’intreccio, articolato attraverso la divisione in capitoli, svela per episodi ciò che accade alla protagonista, sebbene alcuni passaggi risultino meno accattivanti di altri. Il regista Martin Koolhoven, oltre a dirigere delle ottime interpretazioni, si fa supportare da un’efficace fotografia. Curiosità: il film ha attirato anche l’interesse dei fan de Il Trono di Spade poiché in un capitolo del lungometraggio sono presenti anche Kit Harington e Carice Van Houten.

 

SPIRA MIRABILIS
In concorso

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Regia: Martina Parenti, Massimo D’Anolfi; Anno: 2016; Origine: Italia; Durata: 121′

Sinfonia visiva che apre con una donna nativa americana che narra la nascita del mondo. Spira Mirabilis, risultato di tre anni di lavoro, si focalizza sugli elementi della Natura e sul concetto di immortalità, incarnato da una particolare specie di meduse marine il cui ciclo vitale le mantiene vive sotto diverse forme. Altre tre componenti costituiscono i film dei due autori italiani: l’elaborata e precisa costruzione del tamburo Hang, la lotta della comunità di indiani Lakota e le statue del Duomo di Milano. In quest’ultimo caso vengono adoperate immagini del precedente L’infinita fabbrica del Duomo, giocando quindi sull’autoreferenzialità. Fra lo scorrere prolisso delle immagini, una voce, che si lascia intendere situata in un cinema, recita ad intervalli l’Immortale di Borges. Tutte queste componenti sono unite fra loro da un ottimo lavoro sul sonoro che ha sia funzione di raccordo e di unificazione, che espressiva.

LA REGION SALVAJE
In concorso

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Regia: Amat Escalante; Interpreti: Ruth Ramos, Simone Bucio; Anno: 2016; Origine: Messico; Durata: 100′

Fabian e Ale sono fratello e sorella. Lui è un infermiere omosessuale, mentre lei, sposata con Angel da cui ha avuto due figli, porta avanti a stento il suo rapporto; tant’è che il marito ricerca proprio incontri ed attenzioni del fratello di lei. Gli equilibri verranno sconvolti dall’incontro con Veronica, che li porterà singolarmente alla conoscenza di un essere alieno capace di portarli al massimo del piacere sessuale. Nonostante questa componente fantasiosa, il film rimane estremamente realistico, ritraendo la società messicana e soffermandosi soprattutto su alcune relazioni nocive. Per quanto la trama possa essere originale, non entrando troppo nello specifico a livello di tematiche, la visione lascia spiazzati e non totalmente appagati. Sebbene i personaggi siano tutti guidati dai loro istinti sessuali, la loro caratterizzazione e alcune immagini forti non suppliscono ad una esteriorità che non dà vita a particolari riflessioni.

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.