STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Titolo: Star Wars: Il risveglio della Forza; Titolo originale: Star Wars: The Force awakens; Regia: J. J. Abrams; Interpreti: Daisy Ridley, John Boyega, Adam Driver, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Mayhew, Oscar Isaac; Origine: USA; Anno: 2015; Durata: 136’

Circa trent’anni dopo la distruzione della Morte Nera, Luke Skywalker, ultimo degli Jedi, è scomparso. Sia la Resistenza, guidata da Leia Organa, che il Primo Ordine, gruppo che vuole restaurare l’Impero, lo cercano. La mappa per il luogo in cui si nasconde viene affidata a un piccolo droide, BB-8, che, scappando dal Primo Ordine, incontra Finn, un giovane stormtrooper che ha disertato, e Rey, una cacciatrice di rottami. I due lo devono aiutare a raggiungere la Resistenza.

Dopo 10 anni dall’uscita dell’ultimo capitolo, arriva finalmente nei cinema il settimo episodio della saga, Il risveglio della Forza, in cui la storia segue quella della prima trilogia, situandosi a distanza di circa trent’anni dalla fine de Il ritorno dello Jedi.
Il percorso produttivo è stato piuttosto travagliato, con la decisione di George Lucas di cedere i diritti del franchise alla Disney, il succedersi di diversi autori alla sceneggiatura (prima Michael Arndt, poi J. J. Abrams, anche regista, e Lawrence Kasdan), infine l’esclusione di Lucas dal progetto – decisione condivisa da lui stesso (o forse non del tutto).

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Quali sono state le linee guida seguite da regista e sceneggiatori per costruire questo settimo episodio? Un punto di partenza importante è stato lo scenario produttiva: il “ritiro” di Lucas e la cessione della saga furono causati anche dall’astio dei fan nei confronti della seconda trilogia, accusata da molti di allontanarsi dallo spirito originario, eccedendo nell’uso di effetti speciali e con trame e personaggi deboli. Per Abrams e Kasdan (non a caso già sceneggiatore de L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi) si è trattato quindi di allontanarsi il più possibile dagli episodi I, II e III – anche per una questione di cronologia – e ristabilire un legame forte con la prima trilogia. “Accontentare” i fan, quindi, ma anche conquistare le generazioni più giovani e convincere questo pubblico composito a proseguire il “viaggio” nei prossimi due episodi della saga. Impresa complessa, che viene risolta con un atteggiamento prudente.

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Il risveglio della Forza è prima di tutto una grande operazione nostalgia, con un recupero massiccio di temi, estetica, personaggi della prima trilogia. Le inquadrature, soprattutto quelle delle navi spaziali, sono tipiche del modo di girare di Lucas, così come i costumi e le scenografie riprendono fedelmente quelli dell’episodio IV: pianeti sabbiosi (Tatooine / Jakku) o ricoperti dal verde (Yavin IV / Takodana), le divise dei piloti della Resistenza e quelle dei seguaci del Primo Ordine (molto simili a quelle dell’Impero), tutte le astronavi e navicelle spaziali. Intere scene e addirittura sequenze sono prese di peso – variandole – da Una nuova speranza, tanto che in certi casi si ha quasi la sensazione che si tratti di un remake. La trama stessa è una ripetizione e variazione di quella del quarto episodio – un messaggio da portare in salvo, personaggi scettici che vengono conquistati alla buona causa, la stazione spaziale nemica da distruggere – e i protagonisti di allora sono i comprimari di questo film: Han Solo, Leia, Chewbacca, ecc. Con questi elementi così legati alla trilogia storica, Abrams punta tutto sull’emotività e la nostalgia, portando i fan letteralmente indietro nel tempo.

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Quali sono invece le novità de Il risveglio della Forza? L’evoluzione dei gusti del pubblico cinematografico è seguita soprattutto a livello formale e di struttura. Le scene di battaglia e di violenza sono più partecipate, la macchina da presa non rimane a distanza, ma porta lo spettatore a contatto diretto con i combattimenti, in un modo di girare più simile a quello di Spielberg che di Lucas. Fin da subito, inoltre, vengono seguite più sotto trame legate a personaggi diversi, che si riuniscono solo nel finale, richiamandosi alla serialità televisiva e alle saghe di cui Star Wars è stato l’anticipatore.

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I nuovi personaggi sono potenzialmente molto interessanti e, se sviluppati bene, possono diventare davvero l’elemento centrale dei nuovi episodi. Le caratteristiche di Rey, Finn e Kylo Ren sono “anomale”: [SPOILERla cercatrice di rottami è la prima eroina Jedi della saga (ci sono state altre Jedi donna ma non avevano un ruolo fondamentale) e la sua determinazione fa ben sperare; Finn è uno stormtrooper che si ribella al ruolo che gli hanno assegnato fin dalla nascita (bellissimo l’espediente del “marchio” del sangue sull’elmo), un outsider; Kylo Ren avrebbe grandi potenzialità ma è il personaggio più debole del film, descritto come un ragazzo insicuro e irascibile, il cui passaggio al Lato Oscuro rimane – per ora – inspiegato, sicuramente non un antagonista ai livelli di Darth Vader.[FINE SPOILER]
Quanto ai temi, niente di nuovo nella galassia lontana lontana. Come sempre, è una questione tra genitori/padri e figli, un percorso di crescita da affrontare, scelte che devono essere fatte tra Bene e Male. Forse per l’idea che ormai chiunque conosce l’universo di Star Wars, non ci si sofferma troppo sulla Forza, [SPOILER] tanto che la presa di consapevolezza di Rey appare un po’ troppo affrettata [FINE SPOILER], e i discorsi che si accennano a riguardo sono abbastanza scontati e poco convincenti.

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Superata l’emozione di risentire ancora una volta il tema musicale di John Williams e rivedere il mondo di uno dei prodotti cinematografici che più ha segnato l’immaginario occidentale, quello che rimane è un film molto prudente, fatto per compiacere i fan, ma con molte buone possibilità che, se ben sfruttate nei prossimi capitoli, possono davvero ridare vita alla saga. Quindi, cari produttori, registi e consulenti creativi, che la Forza sia con voi.

 

 

Cinema e Poesia: Star Wars: Il risveglio della Forza.

 

About Alessandra Pirisi

Tra i fondatori di Cinemagazzino, ne è stata redattrice e collaboratrice fino al dicembre 2018. Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema, musica e Bruce Springsteen. Si interessa – molto – a serie tv, in particolar modo poliziesche. Ha un'ossessione totalizzante per il cinema indiano.

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