Serie tv – JESSICA JONES

 

5 MOTIVI PER GUARDARLA:

  • Finalmente un prodotto Marvel “adulto”
  • Protagoniste femminili interessanti e complesse
  • David Tennant da urlo (nel senso che fa urlare di paura)
  • Temi difficili trattati in modo approfondito
  • Tensione che non cala un secondo

LE FRASI:

Trish: «I hate feeling this way, I don’t know how you handle it.»
Jessica: «It’s called whiskey.»

«It’s 5 o’clock somewhere and I need to update my resume. Would you put “day drinking” under experience or special abilities?» Jessica Jones

«You are a hard-drinking, short-fused, mess of a woman, but you are not a piece of shit.» Luke Cage

«Granted, it is a mundane name, but “Kilgrave”? Talk about obvious. Was “Murdercorpse” already taken?» Jessica Jones

Kilgrave: [talking to police officers] «We can go about our business. Move along. Move along.»
Jessica Jones: «Obi-Wan Kenobi?»
Kilgrave: «But cooler.»

 jessica-jones-posterAutore: Melissa Rosenberg
Regia: S. J. Clarkson, David Petrarca, Stephen Surjik, Simon Cellan Jones, John Dahl, Rosemary Rodriguez, Uta Briesewitz, Billy Gierhart, Michael Rymer
Sceneggiatura: Melissa Rosenberg, Scott Reynolds, Dana Baratta, Liz Friedman (principali)
Interpreti principali: Krysten Ritter (Jessica Jones), Rachael Taylor (Patricia Walker), David Tennat (Kilgrave), Mike Colter (Luke Cage), Eka Darville (Malcolm Ducasse), Wil Traval (Will Simpson), Carrie-Anne Moss (Jeri Hogarth)
Anni: 2015-
Origine: USA
Emittente: Netflix
Stagioni: 1
Numero totale di episodi: 13

Jessica Jones, giovane donna dotata di superpoteri e dal passato tormentato, lavora a New York come investigatrice privata. Mentre indaga sul caso di una ragazza che sembra aver abbandonato all’improvviso amici, famiglia e università, scopre che Kilgrave, l’uomo che l’aveva tenuta sotto il proprio controllo mentale per mesi, potrebbe essere tornato a cercarla.

WHAT. Dimenticatevi gli Avengers. Dimenticatevi Spider-Man. Dimenticatevi anche gli X-Men. C’è una nuova eroina nel Marvel Cinematic Universe, il suo nome è Jessica Jones ed è totalmente differente dai “colleghi” che l’hanno preceduta.

Quando la Disney ha acquistato la Marvel, tanti fan si sono preoccupati che, sotto il controllo del colosso dell’animazione, lo spirito di molti supereroi protagonisti di fumetti più “adulti” (caratterizzati anche da violenza ed erotismo esplicito) potesse essere snaturato. Ma Jessica Jones, serie tv uscita su Netflix il 20 novembre, sembra voler smentire le preoccupazioni e dimostrare che la Disney è pronta a differenziare i prodotti Marvel, rinunciando, quando necessario, al pubblico dei bambini.

Tratta da un fumetto pubblicato dal 2001, Jessica Jones è sviluppata per la tv da Melissa Rosenberg, già sceneggiatrice dei film della Twilight saga. Il lavoro di sviluppo inizia nel 2010 per conto della ABC, ma il progetto viene abbandonato nel 2011 per poi essere ripreso nel 2013 in accordo con Netflix.
Il tono della serie è molto cupo, sia a livello formale che tematico. Al di là dei super poteri della protagonista – una forza straordinaria e la capacità di saltare molto in alto, quasi volando –, la storia è costruita su una base molto realistica ed è incentrata su temi forti e attuali, quali violenza psicologica, relazioni abusive, sindrome post traumatica da stress.

MARVEL’S JESSICA JONES

Con elementi che si rifanno al thriller psicologico e al noir, Jessica Jones ha come nucleo centrale la relazione tra la protagonista e l’antagonista principale, Kilgrave. Dotato di un’“abilità” sovrumana, la capacità di controllare la mente altrui e far fare alla gente ciò che vuole semplicemente ordinandolo, Kilgrave ha costretto per mesi Jessica a vivere con lui, ubbidire ai suoi ordini, sottostare a ogni sua richiesta. Proprio la focalizzazione sugli effetti di questa situazione sul personaggio di Jessica e in generale su tutti coloro che entrano in contatto con l’uomo è uno dei fulcri della serie. Metafora di una relazione di prevaricazione da cui è difficile uscire e che lascia cicatrici profonde (oltre che di un certo sessismo, subdolo in quanto “mascherato”), il rapporto tra Jessica e Kilgrave mostra la difficoltà per la vittima di accettare il passato e superarlo, mentre il focalizzarsi sulle ferite (fisiche e psicologiche) inferte da Kilgrave a Jessica e alle altre vittime permette di approfondire il tema del lutto e del processo di guarigione e ripresa (anche quando si tratta di stupro, come più volte ricorda Jessica a Kilgrave quando lui le parla della loro “relazione”), con tutto ciò che comporta: senso di colpa, rabbia, paura e sentimenti complessi e contraddittori.

L’equilibrio tra temi complessi e una narrazione che sa intrattenere e mantiene lo spettatore in uno stato di inquietudine e tensione dal primo all’ultimo episodio è il punto di forza di Jessica Jones, che apre un nuovo capitolo della presenza dei supereroi sul piccolo (e speriamo anche grande) schermo e mostra una strada tutta da approfondire.

HOW. L’attenzione sempre maggiore attribuita alla forma dei prodotti televisivi ha portato le serie a essere curate in ogni dettaglio, primo tra tutti la sigla di apertura, vero e proprio biglietto da visita. Già dai titoli di testa, dunque, si percepisce l’atmosfera di Jessica Jones: sonorità jazz che si fondono con il tema composto da Sean Callery, autore delle musiche, accompagnano immagini costruite con un effetto pittorico in cui prevalgono il nero e il viola e creano espliciti rimandi al noir e al thriller.

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Quella del thriller psicologico è la struttura principale su cui si basano la regia e la sceneggiatura. Fondamentale è la decisione di non concentrarsi eccessivamente sull’elemento “supereroistico” e di trattare i poteri dei personaggi come elementi “normali”, caratteristiche a cui non viene data un’importanza eccessiva, ma funzionale alla storia, capacità considerate alla stregua di ogni altra. È proprio la normalità con cui sono trattate le “abilità” di Kilgrave che contribuisce ad aumentare la sensazione di paranoia e inquietudine costante, sottolineata da numerose inquadrature sghembe, che deformano lo spazio, impregnandolo quasi fisicamente e concretamente di paura. Il nemico potrebbe essere ovunque, non si è mai al sicuro: questo è ciò che prova Jessica non solo quando apprende del ritorno dell’uomo che l’ha soggiogata così a lungo, ma anche prima di saperlo, prigioniera com’è delle ripercussioni che l’esperienza ha lasciato.

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La sceneggiatura si basa molto sui flashback, tanto che in un primo momento lo spettatore può essere disorientato dai pochi elementi che la storia fornisce, sia sui personaggi, sia sugli avvenimenti precedenti, ma anche questa scelta è finalizzata a costruire la tensione, centellinando le spiegazioni e le rivelazioni per tutta la durata della stagione, di modo da condurre lo spettatore ad avere un quadro completo senza rinunciare ai colpi di scena.

vai a: JESSICA JONES – Personaggi e ambientazione

 

 

About Alessandra Pirisi

Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne con una tesi su "Il deserto rosso" di Antonioni e nella specialistica con una tesi su "Mercuzio non vuole morire" della Compagnia della Fortezza. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema e Bruce Springsteen. La passione per il cinema è nata quando aveva 12 anni e da allora per capire cosa fare della sua vita guarda ogni tipo di film (tranne horror e poco altro). Considera Hitchcock, Cukor e Wilder (alcuni tra) i suoi registi preferiti, Cary Grant il miglior attore del mondo, "Un pesce di nome Wanda", "Scandalo a Filadelfia" e "Rocky Horror Picture Show" la più efficace medicina esistente. Si interessa – molto – a serie tv (in particolar modo poliziesche); tra le preferite Modern Family e Hannibal, da cui ha sviluppato un’insana passione per Mads Mikkelsen. Per la serie "dirty pleasures", ha un'ossessione "segreta" (anche se la sbandiera ogni volta che può) per i film di Bollywood (per chi ancora non lo sapesse, Shah Rukh Khan non è solo il Re di Bollywood, ma anche del Mondo).