L’INGANNO

Titolo: L’inganno; Titolo Originale: The Beguiled; Regia: Sofia Coppola; Interpreti: Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence; Origine: Usa; Anno: 2017; Durata: 91’

Durante la guerra di secessione nel profondo sud degli Stati Uniti d’America, un soldato nordista gravemente ferito viene soccorso e curato in un collegio femminile. Sarà l’avvio di una serie di eventi dagli inattesi risvolti.

L’inganno, presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes dove ha ottenuto il premio per la miglior regia conferito a Sofia Coppola, è il remake del film La notte brava del soldato Jonathan firmato da Don Siegel nel 1971, con protagonista un accattivante Clint Eastwood.
La regista affronta la storia, tratta dal romanzo The painted devil di Thomas P. Cullinan, con la sua sensibilità di donna per creare qualcosa di assolutamente differente dall’originale con il quale ha ben poco in comune se non l’ambientazione e, a grandi linee, la trama.

In una Virginia dalla vegetazione intricata e brumosa, dove la luce entra con difficoltà, la piccola Amy (Oona Laurence), mentre raccoglie funghi, si imbatte in un soldato ferito e agonizzante, il capitano nordista Jonathan McBarney (Colin Farrell), che porta al collegio femminile Fansworth dove vive con poche altre allieve. Miss Martha (Nicole Kidman), direttrice del collegio, affiancata dalla dolce Miss Edwina (Kirsten Dunst), insegnante di buone maniere e di francese, decide di curare il capitano fino a quando sarà in grado di reggersi in piedi, per poi consegnarlo alle truppe sudiste.

The Beguiled

Ma i buoni propostiti si scontrano con i desideri che, con diverse connotazioni a seconda delle diverse età, ciascuna delle donne presenti nel collegio manifesta per il nuovo arrivato la cui permanenza si decide di protrarre, adducendo le più varie scuse (dalla compassione cristiana alla necessita di un factotum) necessarie per salvare la rispettabilità agli altrui e ai propri occhi.
Il capitano, ben contento di restare in un luogo che pare incantato, dove per ciascuna delle donne presenti è unico (sogno archetipo di ogni uomo), sin da subito flirta e cerca di sedurre ciascuna di loro, anche in questo caso con modalità diverse a seconda che si tratta di bambine, fanciulle, donne, perpetrando un vero inganno dei sentimenti di Edwina alla quale ha dichiarato il suo amore.

[SPOILER]Sarà questo l’evento scatenante di una serie di reazioni rabbiose e violente che porteranno alla progressiva eliminazione dell’uomo, prima amputato ad una gamba e infine avvelenato con gli stessi funghi che avevano permesso la sua salvezza: l’inganno questa volta è specularmente perpetrato dalle donne.
Il film celebra la potenza femminile nascosta tra i punti stretti di un ricamo delicato, punti che possono trasformarsi in quelli di una ferita da suturare o di un sacco per contenere il cadavere, in un gioco di ribaltamento di ruoli dove la crinolina degli abiti da candida diventa insanguinata.[SPOILER]

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Dietro un’apparenza fragile, che la donna manifesta quando è sola e quindi più esposta alle tentazioni di abdicazione nei confronti dell’uomo, risiede una forza indomita che trova nell’unione femminile la sua più efficace manifestazione. Non è un caso che le protagoniste vengano riprese sempre unite, vicine, quasi un corpo unico, inscindibile e potente, capace di governare la guerra, di difendersi, resistere, agire e reagire.

L’inganno è un film curatissimo nella fotografia, con uno studio approfondito delle luci (non ne sono state usate di artificiali, ma solo candele, come l’epoca imponeva, che conferiscono un’oscurità speciale all’opera a tal fine girata in pellicola anziché in digitale), nei costumi, nei dettagli che ci riportano in un periodo storico che, sebbene contestualizzato, sembra tuttavia quello eterno della favola, in questo caso macabra.
Tuttavia, sebbene i contenuti siano assolutamente condivisibili, l’ultima opera della Coppola non coinvolge quanto le sue precedenti. Non è dato sapere se ciò sia dovuto all’astrattezza del narrare archetipi o all’aver adottato una cifra non troppo personale (in più di una occasione questo sembra un film della Campion) o forse ad una sceneggiatura che, operando alcuni salti e accelerazioni, spezza la tensione, o infine ad interpretazioni volutamente un po’ ingessate e stilizzate che rendono i personaggi meno reali e più simbolici.

L’inganno resta comunque un film da vedere, se non altro per apprezzare il punto di vista femminile, sempre troppo poco presente al cinema, quanto mai attuale con riferimento ai frequenti femminicidi rispetto ai quali l’unione delle donne è necessaria.

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.