LA GRANDE SCOMMESSA

Titolo: La grande scommessa; Titolo originale: The big short; Regia: Adam McKay; Interpreti: Brad Pitt, Ryan Gosling, Christian Bale, Steve Carrel; Origine: USA; Anno: 2015; Durata: 130′

Nel 2005 il mondo della finanza americana viene scosso dalla scoperta di una pericolosa e crescente instabilità del sistema finanziario (causa della crisi immobiliare mondiale del 2007-2008). Il broker Michael Burry, il banchiere Jared Vennet e il manager di prodotti finanziari Mark Baum decidono di scommettere sul fallimento dell’intero sistema americano iniziando una speculazione contro l’intoccabile quanto cieca Wall Street, incapace di accorgersi di ciò che stava per accadere. 

Se volete scommettere forte su un film che vi piacerà puntate sull’ultimo lavoro di Adam McKay e prodotto dalla Plan B di Brad Pitt che dopo Moneyball (L’arte di vincere) torna a lavorare su una sceneggiatura tratta da un libro Michael Lewis (The big short: il grande scoperto).
Adam McKay si ritrova a fare i conti con un film dal forte impatto sociale e morale, che affronta uno dei momenti più oscuri della storia americana, per il quale il background del regista è utile a conferire al film un alone di leggerezza e di sottile ironia nel descrivere una vicenda dai tratti paradossali.

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Montaggio e regia risultano fondamentali nell’intera composizione filmica, giustificandone a pieno titolo le candidature all’oscar. Le trovate registiche sfidano le convenzioni cinematografiche ponendo spesso i protagonisti faccia a faccia con gli spettatori e portandoli a dialogare con loro affinché la storia appaia più chiara; trovata registica utilizzata in passato anche nel film di Scola C’eravamo tanto amati (perdonate questo cenno storico utile a rendere omaggio ad un maestro indiscusso del cinema italiano).
La grande scommessa rischia però in alcuni passaggi di essere molto difficile da seguire a causa dei termini strettamente correlati al mondo dell’alta finanza, ma McKay stupisce ancora il pubblico facendo della regia un mezzo di semplificazione grazie all’uso di spiegazioni terminologiche in sovrimpressione e di alcuni camei estemporanei di personaggi celebri come Margot Robbie e Selena Gomez, che hanno il compito di spiegare al pubblico i passaggi più complicati.
L’utilizzo del montaggio è sicuramente tra le caratteristiche migliori di questo film e viene impiegato in maniera molto veloce e particolare per alternare dinanzi agli occhi dello spettatore immagini simbolo dell’America di questi anni, frenetiche come lo è il capitalismo costruito dal mondo dell’economia capitanato proprio da quella Wall Street e dall’alta finanza che son stati causa del disastro di cui il film si fa narratore.

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Superfluo definire il cast come “stellare”, quando ci troviamo alla presenza di uno straordinario Christian Bale alle prese con un ulteriore trasformazione e che merita a pieno diritto la candidatura all’ambita statuetta che verrà assegnata il 28 febbraio, di un finalmente “redivivo” Ryan Gosling, di un sorprendente Steve Carrel (già diretto da McKay in Anchorman e Anchorman 2) e di un intramontabile Brad Pitt. Il film riesce a creare storie parallele accomunate dalla stessa vicenda, vissuta però dai vari protagonisti in maniera del tutto diversa, creando un mix piacevole e coinvolgente, senza che nessuna delle storie prevarichi sull’altra.
Meravigliosa anche la colonna sonora, un mix di musiche originali, (composte da Nicholas Britell, già compositore della colonna sonora del film premio Oscar di Steve McQueen 12 anni schiavo, e di alcuni brani della sorpresa agli scorsi Oscar Whiplash di Damien Chazelle) e non originali di cui possiamo menzionare Money Maker di Ludacris e Pharrell Williams, Master of Puppets dei Metallica, Feel Good Inc. dei Gorillaz, When the Levee Breaks dei Led Zeppelin e By Demons Be Driven dei Pantera.

Left to right: Brad Pitt plays Ben Rickert and Finn Wittrock plays Jamie Shipley in The Big Short from Paramount Pictures and Regency Enterprises

La Grande Scommessa mantiene le promesse della viglia dimostrandosi un ottimo film capace di trattare un argomento difficile come la crisi economica americana con un sentore di leggerezza e ironia, candidandosi ad esser protagonista nelle assegnazioni dei prossimi premi oscar; ce la farà a strappare qualche premio alla coppia Iñárritu Di Caprio, che ha letteralmente cannibalizzato i Golden Globe? Si accettano “grandi scommesse”.

About Domenico Tavolaro

Tavolaro Domenico è nato a Vico Equense (Na) il 10 giugno 1988. Si è laureato in triennale presso il D.A.M.S di Padova e successivamente ha completato gli studi laureandosi nella magistrale di Economia e Gestione delle arti e delle attività culturali all’università Ca’Foscari di Venezia, con una tesi sulle nuove tecnologie e le nuove forme di finanziamento del cinema nell’era della digitalizzazione. Durante gli studi ha svolto un tirocinio presso l’agenzia di distribuzione cinematografica Athena Cinematografica. Ha collaborato alla realizzazione del Ca’Foscari Short Film festival nel 2013 e nel 2014 e ha svolto il ruolo di giurato nella “Giuria Giovani” del Social Word Film Festival a Vico Equense (Na) nel 2015. Attualmente frequenta un master organizzato dall’Università Ca’Foscari e l’università degli studi di Udine in Film Production e Location manager e svolge un tirocinio presso la TorinoFilmLab, oltre a collaborare con il web magazine Cinemagazzino dal 2014.

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