KINGSMAN – IL CERCHIO D’ORO

Titolo: Kingsman – Il cerchio d’oro; Titolo original: Kingsman – The golden circle; Regia: Matthew Vaughn; Interpreti: Taron Egerton, Colin Firth, Mark Strong, Julianne Moore, Pedro Pascal; Anno: 2017; Origine: Regno Unito, USA; Durata: 141′

In Kingsman – Secret Service, Gary “Eggsy” Unwin, dopo aver preso parte all’addestramento per diventare un agente segreto Kingsman, riesce con una scoppiettante sfida finale a salvare il mondo da una minaccia globale diffusa attraverso dei dispositivi mobili. Ne Il cerchio d’oro Eggsy deve indagare con l’aiuto dei cugini americani, l’agenzia Statesman, sui responsabili della distruzione della sua agenzia e su una minaccia proveniente da una signora della droga.

Dopo tre anni da Kingsman – Secret Service torna sul grande schermo Taron Egerton nei panni dell’agente Galahad in un sequel che non delude quanto a divertimento e inventiva. Le aspettative erano alte, ma il regista Matthew Vaughn ha dato vita ad un film che è intrattenimento allo stato puro. Ad accompagnarlo in questo progetto, oltre a Egerton come protagonista, torna Colin Firth, sempre nei panni del gentelman inglese Harry Hart, e si aggiunge un gruppo di stelle che interpreta i cugini dell’agenzia americana: Jeff Bridges, Halle Berry, Channing Tatum e Pedro Pascal. Così, fascino ed eleganza inglese si mescolano con il grezzo e fracassone carattere americano (texano), facendoci dimenticare sia James Bond che Jason Bourne con tutte le loro problematiche personali introspettive che hanno dominato negli ultimi film. La missione dei Kingsman e dei Statesman è quella di salvare gli equilibri geopolitici del mondo e di non soccombere ai voleri di una potente narcotrafficante, Poppy, interpretata dalla splendida Julianne Moore. Proprio questa figura di villain, così irresoluta ed eccentrica, regala al film un tono ulteriormente provocatorio ed originale. Il suo aspetto e i suoi modi sono tanto educati e gentili quanto i suoi piani sono violenti e spietati.

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Il centro di controllo del narcotraffico di Poppy si trova nel bel mezzo di una foresta ed è tutto costruito ispirandosi all’America degli anni Sessanta, ponendo l’antagonista all’interno di un mondo fatto a misura per lei, con tanto di estetista, ristorante con carne fresca, cinema/teatro in cui è costretto ad esibirsi Elton John in persona, in un auto ironico cameo. Oltre alle scenografie, così caratterizzanti per i personaggi che le vivono, anche la colonna sonora contribuisce molto al tono del film. Accanto a cover di brani di grande notorietà, i componimenti originali propongono sia temi composti per il precedente film, che nuovi, con sonorità simili alla musica country e l’inserimento di alcuni effetti simili al suono del lazo, oggetto utilizzato come arma dal personaggio interpretato da Pedro Pascal.

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La durata del film (2 ore e 21 minuti) è giustificata dalla scrittura di una buona sceneggiatura e dalle mirabolanti quanto divertenti scene d’azione. I particolari della trama di Kingsman – Il Cerchio d’Oro sono ben giustificati, dal ritorno di Harry Hart (già anticipato dal trailer), alla relazione di Eggsy, alla comparsa e al rimando ad alcune situazioni e personaggi presenti nel primo capitolo di quella che si prospetta diventerà una saga. Come in Kingsman – Secret Service, e forse in questo caso con ancora maggior vigore, lo spettatore può interpretare determinati passaggi della storia come veri e proprio dilemmi etici che coinvolgono l’intera umanità e non soltanto i singoli. La regia di Matthew Vaughn tratta tutte le scene con vigore e personalità, strutturando le sequenze d’azione in modo estroso e coinvolgente come già aveva fatto nel prequel. Non solo le scene d’azione ma anche alcuni espedienti per i raccordi spazio/temporali danno al film una fruibilità e leggerezza maggiore vista, appunto, la sua durata. Se avete apprezzato Kingsman – Secret Service non potrete rimanere indifferenti a Il Cerchio d’oro, film capace di emozionare ma soprattutto divertire con una violenza bizzarra, ma trattata sempre con grande accuratezza.

 

About Giulia Scalfi

Dopo la laurea triennale DAMS con la tesi Da Caramel a E ora dove andiamo?: Il Cinema di Nadine Labaki, consegue la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale discutendo la tesi Evoluzione del montaggio e del sonoro nella saga di James Bond. Il particolare interesse per il linguaggio cinematografico la porta a concentrasi maggiormente sulla struttura dei film e sulle scelte stilistiche. E' stata conquistata dal cinema grazie a film come Effetto Notte, Frankenstein Junior e Chicago. Non può negare la profonda stima nei confronti di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nonostante provi una profonda ammirazione per le cineaste di ieri e di oggi.