BIFEST 2020 – PANORAMA INTERNAZIONALE

GOLDEN VOICES

Titolo originale: Kolor Reka; Regia: Evgeny Ruman; Interpreti: Maria Belkin, Vladimir Friedman; Origine: Israele; Anno: 2019; Durata: 88’.

Victor e Raya Frenkel sono i più bravi e famosi doppiatori di cinema di tutta la Russia. Nel 1990, a seguito del collasso dell’Unione Sovietica, decidono di trasferirsi in Israele, dove però la loro arte non è richiesta. Sarà l’inizio di una serie di eventi bizzarri e di un loro ritrovarsi come singoli e come coppia.

Il regista israeliano Evgeny Ruman, qui alla sua quarta opera, insignito dell’Excellence Award dal Ministero della cultura israeliano, è nato in Russia e si è traferito in Israele nel 1990, proprio come i protagonisti di Golden Voices.

Con questo film scommette su una storia che sulla carta non avrebbe avuto chance. In primis i protagonisti, Raya e Frenkel, sono due ultra sessantenni che, dalla tranquillità di una vita sistemata, si ritrovano in piena crisi lavorativa e di coppia. Non ci sono effetti speciali, non ci sono location pazzesche, ma per lo più intime, eppure Golden Voices non solo funziona, ma ci commuove, diverte e conquista con una cifra narrativa delicata e sottilmente umoristica: una sorta de Il Meraviglioso mondo di Amelie (Jean-Pierre Jeunet, 2002) in terza età.

Tutto ciò è reso possibile grazie ai protagonisti, molto bravi e convincenti, grazie alla storia delicata, grazie ad una cura del dettaglio non urlata, ma personale e rilevante.

Il film è stato premiato nella sezione Panorama Internazionale del Bifest 2020 per la miglior regia e la protagonista femminile, Maria Belkin, ha ricevuto una menzione speciale per la sua ottima interpretazione nel ruolo di Raya. Da vedere!

LYNN + LUCY 

Regia: Fyzal Boulifa; Interpreti: Roxanne Scrimshaw, Nichola Burley; Origine: UK; Anno: 2019; Durata:84’.

Lynn e Lucy, diversissime, sono amiche del cuore dai tempi della scuola. La prima è madre di un’adolescente avuta a 16 anni, la seconda ha appena avuto un bambino. Un evento tragico metterà alla prova la loro amicizia e sconvolgerà le loro esistenze.

Film di esordio sia per il regista Fyzal Boulifa, inglese di origini marocchine, sia per una delle protagoniste femminili, Roxanne Scrimshaw nel ruolo di Lynn, entrambi da tenere d’occhio in futuro.

Una storia durissima quella di Lynn + Lucy sulla tematica della comprensione (difficile) e del giudizio (facile). Qui però il tutto è psicologicamente complicato dallo stretto rapporto di amicizia delle due protagoniste, amiche del cuore sin dall’adolescenza, quel periodo in cui si è uno in due, spesso con compressione della personalità più fragile ed insicura che delega la sua affermazione attraverso l’altra.

La crescita individuale, tramite l’esperienza della maternità (qui centrale) è effettiva liberazione/individuazione? Posso essere me senza sopprimere l’altro da me, interrompendo l’emulazione adolescenziale, specie se l’altro mi rimanda una immagine di me che non accetto?

Il regista indaga sulle dinamiche psicologiche delle protagoniste e della società che le circonda, prediligendo uno schermo ristretto 4X3 e costanti primi piani, metaforici della oppressione degli eventi e della elaborazione interiore che si propone di narrare, con evidenti rimandi non solo visivi al capolavoro di Ingmar Bergman, Persona

Lynn+Lucy è film duro e pieno di spunti di riflessione, una sorta di moderna tragedia greca della quale ha tutti gli archetipi.

NUCLEAR

Regia: Catherine Linstrum; Interpreti: Emilia Jones, Sienna Guillory, George MacKay; Origine: UK; Anno: 2019; Durata: 92’.

Emma è in fuga, insieme con sua madre, dal suo fratellastro violento e vendicativo. Troverà rifugio in una casa vicina ad una centrale nucleare, luogo della intima, faticosa rielaborazione del suo difficile passato.

Nuclear narra una storia a più livelli, perfettamente incastrati: realtà, difficoltà relazionali, ricerca e rielaborazione psichica, crescita, individuazione, ma anche sogno e subconscio, tutti armoniosamente rappresentati in una narrazione a metà tra psyco-thriller e film di denuncia.

Emma, quattordicenne dolce, determinata, fragile, forte (una bravissima Emilia Jones  sulla quale senza dubbio scommettere per il futuro) è al centro della storia. In fuga da un passato difficile, si ritrova vicina ad una centrale nucleare inattiva, un luogo di per sé pericoloso, metafora del suo passato difficile con il quale è chiamata a fare i conti per poter continuare a vivere e non solo ad esistere. L’incontro con un ragazzo solare e positivo, interpretato da George MacKay (già visto in 1917, Sam Mendes, 2019), le infonderà una spinta in più per affrontare i lati oscuri di sé.

Vendetta, perdono, comprensione, crescita sono anche in questo film centrali e le scene girate all’interno della centrale nucleare paiono altrettanti viaggi dentro le nostre sinapsi neurologiche.

Nuclear è un bellissimo film, emozionante, coinvolgente, dal ritmo sostenuto e non banale, a dimostrazione che la cinematografia made in UK riserva spesso belle sorprese.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *