BIFEST 2020-PANORAMA INTERNAZIONALE

MUSCLE

Regia: Gerard Johnson; Interpreti: Cavan Clerkin, Craig Fairbrass, Polly Maberly; Origine: UK; Anno: 2019; Durata: 110’.

Simon, ai margini della depressione, vive una vita che non gli piace, tra lavoro senza prospettive al call center e fidanzata in crisi. Quando inizia a frequentare una palestra incontra Terry, sedicente personal trainer, che entra in pieno nella sua vita, con conseguenze estreme ed imprevedibili.

Un film d’impatto, Muscle, per varie ragioni.

La scelta del b/n che frullava nella testa del regista londinese Gerard Johnson da tempo, definitivamente adottata dopo aver visto l’intenso film di Alfonso Cuaron, Roma (2018).

La tematica dell’essere attraverso il corpo e del confondersi nell’altro quale modello da raggiungere.

Simon è un uomo abbastanza anonimo, dal corpo grassoccio ed informe. La sua insignificanza è anche sociale e relazionale, dal momento che sia il lavoro che la sua relazione sono piatti e senza senso. Istintivamente decide di frequentare una palestra dove pompare i muscoli. “Non mi interessava una palestra come quelle che si vedono oggi, alla moda. Ho scelto un luogo basico, dove ci fossero solo strumenti e muscoli.”, ha affermato il regista presente in sala.

Il lavoro di rafforzamento sul corpo incide per Simon sul rafforzamento della sua personalità, come anche l’appartenere ad una comunità di uomini Alpha, il cui emblema è rappresentato da Terry, frequentatore della stessa palestra, il quale si autoproclama personal trainer di Simon, del quale è l’esatto opposto. Per quanto l’uno sia debole e sensibile, l’altro è aggressivo e prepotente. Gradualmente Simon transita dal suo vecchio corpo molliccio ad nuovo corpo rafforzato e gonfio (una trasformazione evidente che è costata all’attore protagonista Clavan Clerkin intense sedute di allenamento) e parallelamente la sua personalità sembra uscirne rafforzata.

Ma la delega di legittimazione ed individuazione che Simon consegna nelle mani di Terry, diventato anche suo coinquilino e migliore amico, mostra tutte le sue falle. Simon si ritrova di nuovo in una vita che non è sua, tra eccessi, droga, anabolizzanti e sesso orgiastico, fino a quando una autentica azione di ribellione lo riporta ad un nuovo sé.

E’il corpo che rafforza la mente o è vero il contrario? L’essere come te, che diventi modello da raggiungere, corrisponde al mio vero sè? Sono alcune delle domande che scaturiscono dalla visione di Muscle. Intenso, provocatorio, inquietante, da vedere!

THE SONG OF NAMES

Regia: Francois Girard; Interpreti:Tim Roth, Clive Owen;Origine:Canada; Anno: 2019; Durata:113’.

Seconda guerra mondiale, Londra. Martin ha 9 anni quando in casa sua viene accolto il coetaneo Dovidl, profugo polacco genio del violino, il quale a 21 anni, al suo debutto in un grande concerto, sparisce. Martin inizia così la ricerca dell’amico perduto, occasione di rivelazioni sorprendenti per entrambi.

Tratto dall’omonimo romanzo di Norman Lebrecht, The song of names è l’ennesima storia collegata alla Shoa, a dimostrazione del fatto che infiniti sono i racconti ad essa collegati narrati dal cinema, come infinite ne sono purtroppo le vittime.

Qui è centrale la tematica del trovarsi e ritrovarsi, sia rispetto alla propria persona, sia rispetto all’altro da sé. Dovidl nel suo percorso ritrova la fede e quindi sé stesso, dopo aver saputo dal Rabbino dello sterminio della sua famiglia nel campo di concentramento di Treblinka (la scena più emozionante del film). Martin ritrova l’amico e tramite lui rende onore a suo padre che tanto si era adoperato per il piccolo genio del violino.

Una prima parte più dinamica e coinvolgente corrispondente alla giovinezza dei protagonisti, non compensa una seconda parte eccessivamente lunga e priva di reale efficacia, nonostante la bravura degli interpreti e l’accuratezza delle location. Evitabile!

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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