BIFEST 2017 – THEIR FINEST/UNLESS/EN AMOUNT DU FLEUVE

THEIR FINEST
(Panorama Internazionale)

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Titolo originale: Their finest half and a hour; Regia: Lone Scherfig; Interpreti: Gemma Arterton, Sam Clafin, Bill Nighty, Jeremy Irons; Origine: Regno Unito; Anno: 2016; Durata: 117’

Londra 1940: Catrin Cole (interpretata da Gemma Arterton) trova impiego come sceneggiatrice presso gli Studios dove si lavora ad un film di propaganda, The Nancy Sterling, ideato per sollevare il morale della Nazione durante la seconda guerra mondiale.

Their finest, tratto dall’omonimo racconto di Lissa Evans, segue la realizzazione di questo film secondo uno schema spesso utilizzato al cinema (il film nel film: uno fra tutti, Effetto notte di Francois Truffaut), ed insieme anche le vicende di vita della protagonista.  Vari sono gli elementi che lo rendono godibilissimo ed interessante: il tocco very british di approccio alla vita con senso di alleggerimento e humour anche in un momento drammatico come il conflitto mondiale, il che si riflette in una sceneggiatura brillante; la presenza del meglio del panorama attoriale inglese in ruoli altrettanto caratterizzati (da Bill Nighty a Jeremy Irons in un cameo);  il making-of di un film d’epoca, dalla creazione del plot alle riprese e alla colorazione della pellicola con modalità ormai dimenticate; la tematica dell’emancipazione femminile giacché Catrin è assunta proprio per portare il suo punto di vista nella pellicola, cosa che riuscirà a fare tra varie resistenze, superando il luogo comune secondo il quale in un film “Le donne vogliono l’eroe, non vogliono essere l’eroe.”.

La regista Lone Scherfig, danese, è nota per film “tipicamente inglesi” quali An education e One day.

 

UNLESS
(Panorama Internazionale)

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Regia: Alan Gilsenan; Interpreti: Catherine Keener, Hannah Gross; Origine: Canada; Anno: 2016; Durata: 94’

Unless, tratto dal romanzo della scrittrice canadese Carole Schields, narra la storia di Reta Winters (interpretata da Catherine Keener), una donna che ha tutto per essere felice, come in effetti è: un compagno che la ama, tre figlie splendide, un lavoro che adora (è una scrittrice), sebbene nella maggior parte del film venga ripresa in cucina mentre prepara da mangiare. Improvvisamente questo quadro di perfetta felicità si incrina: Norah, la maggiore delle figlie, abbandona il college per sostare sul marciapiede di una strada di Toronto dove chiede l’elemosina, tenendo in mano un cartello con la scritta “goodness” (bontà).

Di fronte alla scelta caparbia della figlia, chiusa in un silenzio impenetrabile, Reta cerca di trovare una spiegazione ed una via di comunicazione.
Unless offre spunti di riflessione sul percorso di accettazione che Reta Winters compie rispetto alla scelta per lei incomprensibile operata dalla figlia, ma un evento esplicativo e razionale verso la fine della storia riporta il tutto sul terreno di una rassicurante ricomposizione borghese della vita e degli eventi che indebolisce la tenuta del film.

E’ visivamente interessante il contrasto tra l’immagine di Norah e le scritte colorate e luccicanti della sala giochi davanti alla quale mendica: “Qui puoi ottenere ciò che vuoi!”
Il regista irlandese Alan Gilsenan è alla sua seconda esperienza cinematografica, avendo per lo più lavorato in teatro.

EN AMONT DU FLEUVE (UPSTREAM)
(Panorama Internazionale)

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Regia: Marion Hansel; Interpreti: Sergi Lopez, Olivier Gourmet; Origine: Belgio-Paese Bassi-Croazia; Anno: 2016; Durata: 93’

Homer (Olivier Gourmet) e Joè (Sergi Lopez) a bordo di una piccola imbarcazione in Croazia decidono di arrivare alle foci di un fiume per discenderne le cascate.
La scelta dei luoghi non è casuale giacché in un eremo nelle vicinanze è stato ritrovato qualche tempo prima il cadavere di un uomo, che entrambi hanno da poco scoperto essere padre comune.
Il viaggio, al quale si aggiunge un cagnolino dal simbolico valore di trait d’union, diventa metafora del ritorno alle origini per discendere verso sé stessi; tramite la reciproca conoscenza e accettazione i due uomini instaureranno legami e vicinanze che finiranno per ricongiungerli.

Dialoghi scarni, commento e significato sono lasciati in gran parte alla valenza metaforica del bellissimo paesaggio croato, ma l’effetto finale di En Amont du Fleuve non è particolarmente coinvolgente, forse perché la relazione che si instaura tra i due fratelli,  che non amano parlare, risulta esclusiva ed escludente.
La regista belga Marion Hansel ha al suo attivo numerosi lavori; ha vinto il Leone d’argento per la migliore opera prima per il film The Dust.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.