BIFEST 2017 – LAND OF THE GODS /XX CENTURY WOMEN/AN ORDINARY MAN

DEV BHOOMI (LAND OF THE GODS)
(Panorama internazionale)

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Titolo originale: Dev Bhoomi; Regia: Goran Paskaljevic; Interpreti: Victor Banerjee, Geetanjaly Tapa; Origine: Serbia, India; Anno: 2017; Durata: 92’

Land of the Gods è il film vincitore della sezione Panorama internazionale del Bifest 2017. Il regista serbo Goran Paskaljevic ha realizzato un’opera matura di grande forza poetica e rara sensibilità.

La storia è quella di un uomo, Rahul, interpretato dal grande attore indiano Victor Banerjee (da noi noto per il film Passaggio in India) il quale al termine della sua esistenza fa ritorno nel suo villaggio alle falde dell’Himalaya, in quella parte dell’India dove si dice che la terra incontri il cielo.
I suoi conterranei però, tranne alcune eccezioni, non gli perdonano vecchi errori, legati come sono ad antichi pregiudizi di casta. Un evento tragico segnerà l’opportunità per Rahul di trovare una nuova legittimazione nella sua comunità.

Il film si avvale di una splendida fotografia di luoghi di rara bellezza naturale, una vera e propria lettera d’amore a quei paesaggi e alla cultura indiana, che viene ripresa nei suoi aspetti più affascinanti, ma anche in quelli più detestabili, quali la condizione medievale in cui si trovano a vivere le donne.
La regia sensibile e mai invasiva crea un filo empatico con lo spettatore, anche grazie alla intensa interpretazione del protagonista, coautore della sceneggiatura.

 

XX CENTURY WOMEN
(Anteprime internazionali)

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Regia: Mike Mills; Interpreti: Annette Bening, Greta Gerwig, Elle Fanning, Lucas Jade Zuman; Origine: Usa; Anno:2016; Durata: 118’

Santa Barbara – California, 1978; Dorothea Fields (Annette Bening, in una intensa prova attoriale), madre single 55enne di Jamie, che di anni ne ha soltanto 15, ha difficoltà a relazionarsi ed educare il figlio; chiede quindi aiuto a due giovani donne: Abbie (Greta Gerwig), artista filo punk, e Julie (Elle Fanning), ribelle amica di infanzia di Jamie.

Il regista Mike Mills è al suo secondo lungometraggio, essendo per lo più regista di video musicali e grafico, aspetti che emergono prepotentemente in XX Century Women; il primo grazie alla colonna sonora, incentrata sulla musica punk e dei Talking Heads, fondamentale per delineare lo spirito di un’epoca, alla quale si contrappone il jazz di Louis Armstrong, adorato da Dorothea che è invece nata e cresciuta durante la depressione; il secondo aspetto emerge dal frequente inserimento di fotografie d’epoca in bianco e nero (per il resto il film è a colori), introdotte come pause nell’azione.

Il tema principale (la difficoltà della relazione genitori – figli durante l’adolescenza e la contrapposizione delle relative culture e personalità) è svolto con toni delicati e frequenti momenti di vera ilarità, diventando occasione per illustrare due diverse fasi dell’esistenza: quello di un 15enne che si apre alla vita e quello di una donna, single, che a 55 anni si trova distaccata da ciò che la circonda. A ciascuno dei personaggi viene dedicato un siparietto che li illustra, una specie di scheda della loro vita con immagini e voce di commento fuori campo. Il tutto si alterna alla vera e propria azione, forse un po’ ripetitiva nello schema, ma nel complesso gradevole ed efficace.

Interessante è l’aspetto della cultura femminista americana proposta tramite la citazione di alcuni testi fondamentali, cultura della quale Abbie si fa portatrice nel processo di educazione all’amore di Jamie, un elemento interessante e nuovo, raramente affrontato al cinema per cui spesso sembra quasi che il femminismo non sia mai esistito e tutt’ora non esista.

 

AN ORDINARY MAN
(Panorama internazionale)

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Regia: Brad Silberling; Interpreti: Ben Kingsley, Hera Hilmar; Origine: Usa-Serbia; Anno: 2016; Durata: 90’

Un criminale della guerra serba, interpretato da Ben Kingsley e chiaramente ispirato a Ratki Mladić, autore del massacro di Srebrenica, vive in latitanza; l’unico suo collegamento con il mondo esterno è rappresentato dalla sua cameriera, una giovane ragazza di nome Tanja (interpretata da Hera Hilmar che ha vinto il premio come migliore attrice nella sezione Panorama internazionale).

Il film ruota completamente attorno al personaggio interpretato da Ben Kinglsley, qui anche in veste di produttore, il quale offre la consueta ottima interpretazione, spaziando tra una miriade di espressioni: dalla durezza del militare senza cuore e avvezzo al comando, alla dolcezza del padre di famiglia, alla vitalità di un uomo ancora legato alla vita, tanto che durante il racconto ci si dimentica delle atrocità commesse per entrare solo nell’uomo.
An ordinary man per il resto non si distingue particolarmente, restando quasi nell’ordinario di una storia ben raccontata.

 

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.