STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI

Titolo: Star Wars: Gli ultimi Jedi; Titolo originale: Star Wars: The last Jedi; Regia: Rian Johnson; Interpreti: Daisy Ridley, Mark Hamill, Adam Driver, Carrie Fisher, Oscar Isaac, John Boyega; Origine: USA; Anno: 2017; Durata: 152’

Rey, una volta trovato Luke, cerca di convincerlo ad aiutare i ribelli, ma deve fare i conti con il suo rifiuto ostinato e con un duello a distanza con Kylo Ren; Poe, Leia, Finn e i ribelli tentano di resistere all’attacco del Nuovo Ordine, in attesa dei rinforzi.

Premetto che: 1) non ricordavo granché dell’Episodio VII, se non che non mi era piaciuto il taglio nostalgico che Abrams aveva adottato, ma c’era qualche elemento che poteva far ben sperare riguardo ai sequel (vedi Star Wars: Il risveglio della Forza); 2) ero rimasta molto delusa da Rogue One, troppo lungo, troppe battaglie, personaggi insulsi, soprattutto la protagonista (ma la vera ragione per cui avevo deciso di spendere soldi per il biglietto era Mads Mikkelsen, che fa sempre la sua figura); 3) mi ero ripromessa di non dare più soldi alla Disney per altri film di Star Wars e per i motivi precedenti ero scettica in partenza riguardo a questo Episodio VIII. Ammetto anche che, nonostante la lettura di altre recensioni del film e la riflessione con altre amiche che l’hanno visto, tuttora faccio fatica ad avere un’idea chiara de Gli ultimi Jedi: questo pezzo sarà, quindi, un po’ frammentato e non del tutto lineare.

La trama. Ci sono così tanti avvenimenti e fili narrativi che si intrecciano che la confusione è la prima cosa che mi viene in mente. Luke e Rey, ma poi si inserisce anche Kylo Ren che però non è lì, ma sta combattendo contro Leia, Poe, Finn e i ribelli, solo che a un certo punto Finn e Rose (new entry) devono andare a cercare un altro aiuto ed ecco un’altra storia… Insomma, grande confusione nella Galassia, grazie anche al mistero che riguarda i rapporti tra Luke e Kylo Ren, Kylo Ren e Rey, Rey e Luke (aiuto…).

La Forza e i Jedi. Religione, libri sacri, levitazione, meditazione, Lato Oscuro, equilibrio, passato e presente. Anche qui confusione. Almeno nella mia testa. E delusione per come si sta riducendo sempre più il concetto di Forza e per come si sta gestendo il rapporto con la vecchia saga. C’è comunque da dire che Johnson tenta di evitare la nostalgia e il timore reverenziale, a differenza di Abrams, e di indicare una possibile strada diversa per i suoi personaggi. La declinazione del rapporto padri-figli e maestro-allievo, da cui abbiamo capito che non si sfugge, va nella direzione di una desacralizzazione di tutti gli elementi e i personaggi “storici”, senza per questo escluderli totalmente. Ed è forse proprio questo passaggio infinito e sfinente dai vecchi personaggi e dalle vecchie storie a quelle “nuove” che trascina la saga impedendole di assumere una propria personalità precisa e condannandola alla dipendenza dalla nostalgia e a una trama confusa e banale.

gli ultimi jedi luke e rey

I personaggi. Quelli che ben promettevano non hanno un’evoluzione vera, rimangono ancora abbastanza abbozzati, soprattutto Finn e Rey, mentre Kylo Ren si conferma un pessimo “cattivo”. Il dilemma tra Lato Oscuro e Lato Chiaro che dovrebbe dargli “complessità psicologica” lo rende solo più insopportabile e un po’ pietoso, mentre il mistero delle origine di Rey non si capisce perché dovrebbe suscitare interesse (per fortuna Johnson lo risolve, almeno si spera sia risolto, nell’unico modo accettabile).

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Gli elementi che mi hanno convinto di più de Gli ultimi Jedi sono alcune scelte scenografiche, soprattutto lo scenario dell’ultima battaglia (quel bianco e rosso sono visivamente molto belli), le volpi di ghiaccio, solo perché sono animaletti carini, e Poe Dameron, il personaggio più riuscito e l’unico motivo per cui potrei tornare a spendere soldi nel biglietto del prossimo film, (ma consiglio di vedere Show me a hero per apprezzare davvero Oscar Isaac).

Oscar-Isaac gli ultimi jedi

In tutta questa confusione di intrecci complicati, dilemmi interiori espressi in un linguaggio che più banale non si può (i dialoghi sono l’elemento peggiore di tutto il film), personaggi inutili o male sviluppati, lunghezza eccessiva, ironia che non fa ridere, spero ancora che la nuova trilogia di Star Wars possa arrivare a una sua identità con il terzo episodio. Poi mi ricordo che il regista sarà Colin Trevorrow e ogni speranza scompare.

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About Alessandra Pirisi

Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne con una tesi su "Il deserto rosso" di Antonioni e nella specialistica con una tesi su "Mercuzio non vuole morire" della Compagnia della Fortezza. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema e Bruce Springsteen. La passione per il cinema è nata quando aveva 12 anni e da allora per capire cosa fare della sua vita guarda ogni tipo di film (tranne horror e poco altro). Considera Hitchcock, Cukor e Wilder (alcuni tra) i suoi registi preferiti, Cary Grant il miglior attore del mondo, "Un pesce di nome Wanda", "Scandalo a Filadelfia" e "Rocky Horror Picture Show" la più efficace medicina esistente. Si interessa – molto – a serie tv (in particolar modo poliziesche); tra le preferite Modern Family e Hannibal, da cui ha sviluppato un’insana passione per Mads Mikkelsen. Per la serie "dirty pleasures", ha un'ossessione "segreta" (anche se la sbandiera ogni volta che può) per i film di Bollywood (per chi ancora non lo sapesse, Shah Rukh Khan non è solo il Re di Bollywood, ma anche del Mondo).