VENEZIA 73 – LAAVOR ET HAKIR/FRANTZ/TARDE PARA LA IRA

LAAVOR ET HAKIR (THROUGH THE WALL)
Sezione Orizzonti

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Regia: Rama Burshtein; Interpreti: Noa Koler, Amos Tamam, Oz Zehavi, Dafi Alferon, Ronny Merhavi, Udi Persi, Jonathan Rozen; Anno: 2016; Origine: Israele; Durata: 110′

Lasciata dal fidanzato poco dopo aver fissato la data delle nozze, Micah decide di non annullare l’evento, convinta di trovare l’uomo della sua vita in tempo per il matrimonio.
Il film di Rama Burshtein è una divertente commedia al limite del surreale, in cui fede, religione, relazioni e paura della solitudine sono trattati con delicata ironia, senza essere sminuiti o ridicolizzati. Bravissimi gli interpreti, soprattutto la protagonista.

 

FRANTZ
in Concorso

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Regia: François Ozon; Interpreti: Pierre Niney, Paula Beer, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Johann von Bülow; Anno: 2016; Origine: Francia; Durata: 113′

1918. In un paesino tedesco, nell’immediato dopoguerra, Hanna, una ragazza che ha perso il fidanzato al fronte, scopre che un giovane porta fiori sulla tomba del ragazzo.
Ozon costruisce un film delicato, in cui il bianco e nero è intervallato dal colore nei momenti dei ricordi di un tempo più felice. Il lutto che i personaggi attraversano non è forzato o enfatizzato e, proprio per questo, più sentito.
La protagonista femminile è l’elemento migliore del film – molto curato nella forma -, il suo percorso è il più interessante. La storia coinvolge fino alla fine, ma ha un calo dopo il primo colpo di scena.

 

TARDE PARA LA IRA
Sezione Orizzonti

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Regia: Raùl Arévalo; Interpreti:  Antonio de la Torre, Luis Callejo, Alicia Rubio, Manolo Solo, Ruth Díaz; Anno: 2016; Origine: Spagna; Durata: 92′

José si innamora di Ana, il cui marito sta per uscire di prigione dopo otto anni scontati per una rapina ad una gioielleria finita con la morte della commessa.
Il film di Raùl Arévalo non è quello che sembra, e la storia non lascia trapelare molto sul suo svolgimento così che i colpi di scena risultano molto efficaci. Gli indizi su un possibile sviluppo da thriller sono però presenti fin dall’inizio, nella sequenza della rapina e nei titoli di testa (forse tarantiniani?).
Buona la tenuta della tensione per tutto il film, con una macchina da presa che sta spesso addosso ai personaggi, quasi per non lasciargli scampo, e interessante la colonna sonora, che mescola canzoni pop a brani originali molto tesi.

About Alessandra Pirisi

Laureata all’Università di Bologna in Lettere moderne con una tesi sul paesaggio ne "Il deserto rosso" di Michelangelo Antonioni e nella specialistica di Italianistica con una tesi sulla drammaturgia testuale di "Mercuzio non vuole morire" della Compagnia della Fortezza. I suoi interessi vertono su letteratura (suo primo amore), teatro, danza, cinema e Bruce Springsteen. La passione per il cinema è nata quando aveva 12 anni e da allora per capire cosa fare della sua vita guarda ogni tipo di film (tranne horror e poco altro). Considera Hitchcock, Cukor e Wilder (alcuni tra) i suoi registi preferiti, Cary Grant il miglior attore del mondo, "Un pesce di nome Wanda", "Scandalo a Filadelfia" e "Rocky Horror Picture Show" la più efficace medicina esistente. Ultimamente si è interessata – molto – a serie tv (in particolar modo poliziesche); tra le preferite Doctor Who, Sherlock, Modern Family e Hannibal, da cui ha sviluppato un’insana passione per Mads Mikkelsen.