BIFEST 2015 – SHELTER/GRAZIELLA

SHELTER
(Panorama Internazionale)

SHELTER

Regia: Paul Bettany; Interpreti: Jennifer Connelly, Anthony Mackie; Origine: Usa; Anno:2014; Durata: 105’

La sezione Panorama Internazionale, che riunisce opere in concorso di registi provenienti da tutto il mondo, ha esordito con Shelter (in inglese, “rifugio”), opera prima di Paul Bettany, autore anche della sceneggiatura, accostato dalla critica americana a Cassavetes e Darren Aronofski quanto a tematiche e stile di ripresa.

La storia è nata dall’osservazione di una coppia di homeless (ai quali il film è dedicato) che il regista Paul Bettany e sua moglie, l’attrice Jennifer Connelly (che nel film interpreta la protagonista Anna) osservavano dalla finestra della loro casa a New York, una città popolata da oltre 52.000 senzatetto, nel film fotografata in maniera senz’altro diversa da quanto succeda nei film di azione, noir o rosa.
Anna, un’eroinomane che vive per le strade da quando ha perso il marito reduce della guerra in Iraq, e Tahir (Antony Mackie), un immigrato clandestino nigeriano, uniscono le loro solitudini e infine si innamorano. Ciascuno rappresenta per l’altro occasione di rinascita: per Anna di disintossicarsi e tornare da suo figlio; per Tahir, tramite l’aiuto offerto ad Anna, di redimersi da un terribile crimine compiuto in passato.

La prima parte di Shelter risulta efficace grazie a vari elementi: un incipit intrigante caratterizzato da un gioco di immagini sovrapposte, che quasi si fondono l’una nell’altra, ad indicare simbolicamente le due vite di ciascuno dei protagonisti (quella che avevano prima e l’attuale, ma anche quella del singolo che sta per unirsi all’altro), un commento musicale minimale e suggestivo e una sceneggiatura incisiva, specie nel raccontarsi da parte di ciascuno dei protagonisti.
Purtroppo la storia si perde un po’ strada facendo, caricando eccessivamente i toni verso il tragico e volgendo verso un eccesso di melodramma, che determina nello spettatore un passaggio dall’empatia alla pietà, cui corrisponde altresì un registro registico più convenzionale.

Tuttavia, nel complesso, Shelter rappresenta un buon esordio; bravi gli interpreti, specie Jennifer Connelly (A beautiful mind), che per ampiezza e profondità del suo ruolo qui risulta quasi unica protagonista, un po’ a discapito di Tahir-Antony Mackie.

 

GRAZIELLA
(Panorama Internazionale)

Graziella

Regia: Medhi Charef; Interpreti: Rossy De Palma, Denis Lavant, Claire Nebout; Origine: Francia; Anno: 2014; Durata:93’

Graziella è il sesto lavoro del regista e scrittore franco-algerino Mehdi Charef (Premio César per la migliore opera prima con il film Le Thé au harem d’Archiméde), autore anche della sceneggiatura. Il film ha avuto un iter produttivo non facile, come spesso succede per le storie non ordinarie.

Graziella (Rossy De Palma, che da anni bramava di poter lavorare con Charef) e Antoine, ex proiezionista in un cinema (Denis Lavant, attualmente uno dei più bravi attori francesi sia di cinema che di teatro) stanno scontando la parte finale della loro pena detentiva lavorando per i servizi sociali in un enorme collegio. La loro conoscenza, e il segreto innamoramento da parte di Graziella, risale all’adolescenza. Tra difficoltà, momenti drammatici e sporadiche gioie, dal loro rincontrarsi rinasce piano anche la speranza di una nuova vita.
Anche qui due persone dal passato difficile si avvicinano ed uniscono (come nel film di Bettany, Shelter), quasi a voler sottolineare la necessità dell’essere in due nel passaggio da un passato difficile verso la sfida del futuro, sebbene qui raccontata in maniera del tutto differente.

Come il regista Charef ha dichiarato prima della proiezione del film: “Mi interessava mettere in scena persone sole, che non sanno difendersi, che si trovano ai margini. La sfida è vedere se riescono ad uscire dal loro caos personale. In questo ho sentito molta affinità con la storia narrata da Ettore Scola in ‘Una giornata particolare’ (che Antoine racconta a Graziella), regista che unitamente a De Sica ha segnato il mio amore per il cinema.”.

Graziella ha un ritmo lento, ma avvincente, cui si accompagna una fotografia che predilige i toni autunnali e brumosi, una composizione ordinata all’interno delle inquadrature, tra Antonioni e De Chirico, specie nelle sequenze all’interno del collegio. “Ho notato che in prigione, stando sempre in spazi chiusi, anche la vista si accorcia. Per questo l’ambientazione in una grande casa quale l’edificio del collegio, era fondamentale come metafora di aria, apertura, di ampio respiro, di sviluppo della storia verso l’esterno.”.

Un’estetica dalla cifra armoniosa e originale completa Graziella, un film che gradualmente si insinua nello spettatore coinvolgendolo fino ad emozionarlo nel finale.

 

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Nel 2015-2016 ha curato e condotto una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.

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