BIFEST 2018 – Cosa dirà la gente / The charmer / Une part d’ombre

COSA DIRÀ LA GENTE
(Panorama Internazionale)

Titolo: Cosa dirà la gente; Titolo originale: Hva vil folk si; Regia: Iram Haq; Interpreti: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna; Origine: Norvegia, Germania, Svezia; Anno: 2017; Durata: 108’

È di qualche giorno fa la notizia della morte in Pakistan di Sana Cheema, nata in Italia; il padre ed il fratello sono sospettati di averla uccisa in quanto colpevole di avere un fidanzato italiano.

Quanto mai attuale, in quanto narra vicende molto simili, risulta quindi il primo film presentato nella sezione Panorama Internazionale del Bifest 2018: Cosa dirà la gente della regista pachistana naturalizzata norvegese Iram Haq, qui al suo secondo lungometraggio, la quale ha dichiarato di aver aspettato molto tempo per raccontare questa storia, per la difficoltà ad esternare quanto a lei direttamente successo: all’età di 14 anni fu rapita dai suoi familiari e portata in Pakistan per un anno e mezzo al fine di farle assimilare la cultura d’origine che secondo loro stava perdendo avendo solo amici norvegesi.

La protagonista di Cosa dirà la gente è Nisha, interpretata dalla esordiente Maria Mozhdah, molto brava nel rendere una miriade di stati d’animo ed espressioni. Nisha ha 16 anni e vive ad Oslo dove conduce una doppia vita: quella di una normale ragazza norvegese, tra amici e prime cotte, e quella di una perfetta ragazza pachistana in famiglia. Dopo che il padre la sorprende in camera con il suo ragazzo, la famiglia, per salvare la reputazione agli occhi della rigida comunità di origine, decide di infliggerle una punizione esemplare: a sua insaputa la ragazza viene spedita a casa degli zii in una remoto villaggio del Pakistan dove la vita quotidiana sembra ferma al Medioevo (il più vicino aeroporto si trova a 350 km), con la scusa ufficiale di farle imparare la cultura del luogo. In realtà ciò che si vuole è insegnarle sottomissione, obbedienza e completo asservimento in una dimensione di quasi schiavitù, in totale assenza di libertà e autodeterminazione. Sarà l’inizio di una serie di eventi tragici che porteranno Nisha inevitabilmente di fronte ad una scelta.

Cosa dirà la gente è un film molto coinvolgente, con un ritmo narrativo privo di cadute: sin dalla prima inquadratura siamo con Nisha, le sue emozioni sono nostre e, sempre più increduli per quanto accade ad una giovane donna nel 2018, non possiamo fare a meno di indignarci e soffrire per e con lei. Brava la regista Iram Haq a narrare una storia di denuncia così forte con partecipazione, ma senza pietismo e retorica, con verità e commozione pienamente trasmesse allo spettatore. Il film, premiato al Festival di Toronto, verrà a breve distribuito in Italia; inutile dirlo, speriamo che vinca anche al Bifest!

 

THE CHARMER
(Panorama Internazionale)

the charmer

Titolo: The Charmer; Titolo originale: Charmoren; Regia: Milad Alami; Interpreti: Ardalan Esmaili, Soho Rezanejad, Lars Brygmann, Susan Taslimi; Origine: Danimarca, Svezia, Francia; Anno: 2017; Durata: 100’

L’iraniano Ismail, interpretato da Ardalan Esmaili che conferisce al personaggio una intensa, umana fragilità, vive da due anni in Danimarca; è alla ricerca di una donna con la quale convivere dato che il suo permesso sta per scadere e rischia di tornare in Iran. Ma quel che non era previsto, succede, costringendo Ismail a confrontarsi con il suo passato.

Il regista di origine iraniana Milad Alami, nato in Svezia con studi in Danimarca dove si è diplomato alla scuola di cinema, è al suo lungometraggio di esordio con The Charmer del quale ha dichiarato: “Il mio è un film sulle lacerazioni di un uomo alla ricerca di miglioramento sociale. I problemi di classe hanno natura politica e spero che il mio film possa offrire una prospettiva nuova.

È quel che succede seguendo la storia di Ismail: viviamo le sue difficoltà, le sue lacerazioni, la sua dolcezza, in una narrazione che capovolge la prospettiva ormai consueta con cui gli immigrati vengono dipinti. La valenza politica di The Charmer è quindi innegabile, dal momento in cui apre una finestra su realtà culturali degne di attenzione e rispetto, e piene di fascino, come le innumerevoli inquadrature delle tavole imbandite di pietanze suggeriscono, nonché sulla difficoltà di integrazione nel mondo occidentale.

Una composizione quasi neo-classica di alcune inquadrature, dai colori pastello rarefatti, conferisce un fascino particolare ad una storia che permane anche dopo la visione.

 

UNE PART D’OMBRE
(Panorama Internazionale)

Titolo: Une part d’ombre; Regia: Samuel Tilman; Interpreti: Fabrizio Rongione, Natacha Regnier, Baptiste Lalieu, Myriem Akheddiou, Yoann Blanc; Origine: Belgio, Francia, Svizzera; Anno: 2017; Durata: 90’

David è un uomo felice: ha una moglie che lo ama e due figli piccoli adorabili, una compagnia di amici con i quali si diverte e trascorre le vacanze, un lavoro che ama. Durante un week-end in montagna viene coinvolto nella indagini per l’assassinio di una giovane donna, indagini che metteranno in luce i suoi lati d’ombra, fino ad una vera e propria incriminazione.

Il regista produttore belga Samuel Tilman con Une part d’ombre, suo secondo lungometraggio (il primo è stato una storia interamente girata in stop-motion), ha vinto il festival poliziesco di Bonn.

Il film si affida in gran parte alla credibile interpretazione di Fabrizio Forgione, già noto per aver lavorato con i fratelli Dardenne, con il quale Tilman vanta una storica amicizia e una intensa collaborazione, intesa che emerge dalla resa finale del lavoro.

Girato con prevalenza di primi e medi piani, con riprese ravvicinate in steady-cam per rendere ancora più efficace l’effetto realismo, in realtà Une part d’ombre non convince, forse per alcuni buchi nella narrazione, specie inziale, che spezzano la tensione da thriller che una storia del genere dovrebbe invece determinare.

About Alessandra Quagliarella

Di Bari dove ha frequentato il liceo classico Socrate e si è laurea in Giurisprudenza. Da sempre appassionata di cinema. Ideatrice della rubrica "Cinema e Psiche" su Cinemagazzino, si propone una riflessione sulle vicende dell’animo umano tramite l’analisi del linguaggio espressivo di quel cinema che se n’è occupato. Da settembre 2015 cura e conduce una trasmissione sul cinema "Sold Out Cinema" su Controradio Bari.