ENTER NOLAN – 3.THE PRESTIGE

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3. THE PRESTIGE a.k.a. (Non, je ne regrette rien) TARANTELLA (PIRANDELLIANA)

THE SIX CHARACTERS (  IN SEARCH OF A NOLAN – BETTER TWO  ) RISE

[“The six characters (in search of a Nolan – better two) rises” per chi è digiuno di Fraktur  (CG)]

Un film di Orlando Ciglaf (CG)

Soggetto e sceneggiatura: Orlando Ciglaf e Ralf Cadlooing (CG)

1. INTERNO – NOTTE

Sala oscura, ampio tavolo davanti a una vetrata che mostra uno skyline parigino ripiegato su se stesso, al di sopra del tavolo una serie di monitor nei quali si succedono diverse scene tratte dai film di Nolan. Una figura di spalle seduta su una poltrona fissa i monitor. Entra la voce over di SaccEnzo, la Voce Over, timbro tra il michaelcainino e il morganfreemanesco. Intanto scorrono i titoli, alternati con le suddette scene, a tutto campo.

SACCENZO, LA VOCE OVER (VO)
Sceneggiatura di un’introduzione. Pagina uno. Introduzione. Regole preliminari.
Motivare la scelta stilistica. Per far ciò aprirò una breve parentesi digressivo-
esplicativa.

Scorrono senza soluzione di continuità, frammenti di backstage dai film di Nolan, dove si veda principalmente il regista che manovra le sue belle mdp IMAX.

SACCENZO, LA VOCE OVER (VO)

Christopher Nolan, classe 1970, regista, sceneggiatore e produttore acclamato
etc etc, purista del 70mm, fiero censore del 3D etc etc, spesso si serve di strutture
narrative che estendono dichiaratamente al dispositivo filmico e alla sua
grammatica particolari caratteristiche dell’oggetto narrato, ottenendo il
duplice effetto di mettere lo spettatore sullo stesso piano dei protagonisti,
simulandone le condizioni psicologiche (la cronologia retrograda del narrato
in Memento, la sua chiara stratificazione nei labirinti mentali infallibilmente
mappati di Inception), e di prestarsi a (facili) letture metanarrative sulla genesi
del dispositivo stesso (la tripartizione drammatica del gioco di prestigio,
la consapevole volontà di sottoporsi all’inganno – cinematografico – in
The Prestige). Programmatico è da questo punto di vista il suo
primo cortometraggio distribuito, Doodlebug, in cui seguiamo l’inquietudine
contagiosa del protagonista che altro non è che un tassello di una catena
di reiterazioni potenzialmente infinita in entrambi i versi. Meno
programmatica e di difficile ascrizione in una filmografia nolaniana
stilisticamente coerente è invece la fantomatica trilogia fumettistica
a cui non si può non riconoscere il merito di aver riscritto le sorti
del franchise dell’Uomo Pipistrello e del genere cinecomic in generale
ma in cui si fatica a riconoscere l’impronta del Nolan regista. Faccio
presente che se non entra in scena un altro personaggio l’adozione di questo
format è piuttosto insensata, per quanto sensata possa essere una… (CG)

SaccEnzo, la Voce Over viene interrotto da un frastuono di motore e di vetri infranti. Stacco sull’inquadratura iniziale: ora una nerboruta silhouette si staglia (poco) contro il cielo nero. E’ Batman, il Terrorista Pseudoeroico. Comincia a picchiare gente a caso, tra esplosioni altrettanto a caso, per lanciarsi poi, a bordo della Batmobile, all’inseguimento dei pochi, pesti cattivi ancora coscienti. Sempre all’interno della stessa stanza. Tanto tra il buio e il montaggio caotico lo spettatore (Non, je ne regrette rien) non capisce una mazza. I cattivi e Batman, il Terrorista Pseudoeroico escono di campo, si sentono lontani rumori di esplosioni meno a caso, Batman, il Terrorista Pseudoeroico rientra in campo.

BATMAN, IL TERRORISTA PSEUDOEROICO
Signor SaccEnzo, la Voce Over, non si azzardi, eh! E si risparmi le banalità
autorialistiche! Passi che il presente pezzo glissa tacitamente ogni volta che si
tratta dei miei tre film perché il redattore non se ne intende tanto e rimette
pilatianamente il lettore nelle mani dell’autrice del relativo articolo di prossima
pubblicazione, passi (un po’ di meno) per il nome che egli mi ha dato in
sceneggiatura per puri tentativi di simmetria umoristica, passi anche per i
discorsi autoreferenziali che mette in bocca a me che sono il protagonista
dei film di Nolan meno autoreferenziali che ci sono. Ma vorrei vedere lei,
sedicente nolanista della prima ora che sui congegni narrativi tanto sbava, se
non fosse lei soltanto uno stratagemma pseudoplatonico per trasformare questa
panoramica introduttiva sul cinema di Nolan in una sceneggiatura,
affinché anch’essa giochi come un film di Nolan con il fruitore propinandogli
una forma dedotta da e conforme al linguaggio dell’oggetto protagonista,
vorrei vedere lei se le proponessero di rivoluzionare un genere sottostando
alle rigide regole del blockbuster ma potendo capitanare un apparato
megaproduttivo da mezzo miliardo di dollari di budget, se avrebbe
rifiutato (“Eh se non posso inserirci qualche inscatolamento dei piani
narrativi non sono contento” [imitando la voce di SaccEnzo, la Voce Over])
oppure si sarebbe messo in gioco realizzando tra l’altro un incipit
di The Dark Knight che, secondo i parametri da lei esposti, è ben
più nolaniano (definizione che mi dà l’urticaria) di Insomnia, per dire,
e inserendo i temi caratteristici del suo cinema: la memoria, il doppio,
il tempo, l’ossessione, la vendetta e via dicendo.

SACCENZO, LA VOCE OVER (VO)
I temi più originali della storia del cinema insomma. La ringrazio
per aver spiegato lei la genesi stilistica di questo pezzo, privandomi
sostanzialmente dell’unico scopo per cui ero stato inserito. Torni alle sue
scene d’azione oggettivamente spesso dirette in modo maldestro (il buon Chris
paga qui il superbo rifiuto di farsi affiancare da una seconda unità) e alle
scene madri in montaggio parallelo con immancabile progressione ostinata
zimmeriana per sostenere la suspense (cosa che a volte la qualità registica rende
assolutamente necessario). Ah, aspetti un secondo, ho una lettera per lei,
è di Rachel, dice che ha scelto Dent, che significa?

Batman, il Terrorista Pseudoeroico si rintana in un angolo accanto a una libreria a frignare rumorosamente. Vediamo numerosi e veloci flashback dalla sua vita, espediente caro al suo regista, il quale suole adottare in ogni opera una focalizzazione completamente interna al protagonista (tanto che, come si è detto, il modo in cui è narrato il film può risentire degli schemi mentali del personaggio, spesso distorti da disagi di vario genere o in qualche grado patologici), mostrando le vicende sempre marcatamente dalla sua prospettiva. Perdonatemi, doveva dirlo più sensatamente SaccEnzo, la Voce Over ma come vedete è un po’ alterato (CG). Uno dei flashback è il seguente:

2. INTERNO – GIORNO (ma potrebbe essere anche notte viste le latitudini)

Al Pacino, Colui Che Farà a Meno di Epiteto Perché Non Mi Viene In Mente (CG) sta tentando di addormentarsi in una stanza d’albergo illuminata a giorno nonostante (?) le tendine semitrasparenti tirate, che probabilmente aveva anche il suo doppio criminale Robin Williams prima di sbarellare. Sul doppio e le sue declinazioni Nolan sembra insistere in ogni suo film, insieme al suo doppio artistico, il fratello sceneggiatore Jonathan, con il quale ha scritto la metà forse più riuscita dei suoi film, anche se in essi l’immagine come sempre rimane troppo spesso subordinata alla scrittura e la regia a tratti arranca, fallendo nell’aggiungere personalità al soggetto.

AL PACINO, COLUI CHE FARÀ A MENO DI EPITETO
PERCHÉ NON MI VIENE IN MENTE (CG)

Vada da un’altra parte a riversare i suoi discorsi, peraltro inutili se non li fa
pronunciare ai suoi personaggi imboccando verbalmente lo spettatore di
informazioni che non riesce a mostrare altrimenti (cosa di cui anche Nolan non
è del tutto esente)! Qui noi si vuole dormire… oltretutto non c’entro niente,
sono stato inserito per arrivare a sei personaggi e poter fare il verso a Pirandello.
Ah e fossi in Batman, il Terrorista Pseudoeroico comincerei a preoccuparmi:
sono tutto tranne che un suo flashback, si tratta indubbiamente di un Innesto…(CG a profusione)

Dom Cobb, il Personaggio Che Non É Scritto In Corsivo Perché al Contrario di Al Pacino, Colui Che Farà a Meno di Epiteto Perché Non Mi Viene In Mente, Non Va Annoverato Tra i Sei Causa Solo Fugace Cameo Funestato da Maldiretta Scena d’Inseguimento (CG) fa irruzione nella stanza dalla porta e si lancia contro la finestra trascinandosi dietro tendine semitrasparenti e vetrata, senza (Non, je ne regrette rien) ralenti à la I cavalieri dalle lunghe ombre, anche se come vedremo a Nolan piacciono le citazioni (ma non dovevo dirlo, per preservare il gran colpo di scena (CG)), visto che, nota di merito, i suoi pochi ralenti sono sempre funzionali alla narrazione (basti pensare a quello del montaggio parallelo triplo della scena cardine di Inception, che restituisce lo sfasamento temporale, sfasamento – tra l’altro – sempre caro al Nostro anche altrove).

Subito dopo Dom Cobb, il Personaggio Che Non É Scritto In Corsivo Perché al Contrario di Al Pacino, Colui Che Farà a Meno di Epiteto Perché Non Mi Viene In Mente, Non Va Annoverato Tra i Sei Causa Solo Fugace Cameo Funestato da Maldiretta Scena d’Inseguimento (CG) fa altrettanta irruzione un’orda di proiezioni del Subconscio di Batman, armate fino ai denti di gadget Wayne Enterprises e impazienti di linciare il suddetto. Costui si infila in una macchina della polizia con cui si dà allo slalom e all’altrui autoscontro tra le mille Batmobili alle sue calcagna. Non c’è bisogno di descrivere ulteriormente la scena tanto (Non, je ne regrette rien) tra la profusione di missilate e il montaggio caotico lo spettatore non capisce una mazza (bis (CG)).

3. INTERNO – NOTTE

La stanza dell’inizio. Batman, il Terrorista Pseudoeroico piange ancora. Ad un tratto cominciano a cadere dei libri dalla libreria sulla testa di Batman, il Terrorista Pseudoeroico. In montaggio parallelo vediamo Amelia Brand, l’Ennesima Gregaria-Tappezzeria che fa certe cose da un certo posto (no spoiler (CG)) mentre Batman, il Terrorista Pseudoeroico riceve altre librate sul capo puntuto e si guarda intorno sconcertato.

BATMAN, IL TERRORISTA PSEUDOEROICO
Chi sei? Da dove vieni? [fra sé e sé] Battuta da Oscar… Nolan me ne dava
di migliori, anche se non è esattamente un virtuoso dei dialoghi.

AMELIA BRAND, L’ENNESIMA GREGARIA-TAPPEZZERIA

Sono Amelia Brand, l’Ennesima Gregaria-Tappezzeria. Vengo dal futuro (ma
non ditelo troppo in giro, gli spoiler non del tutto veri danno duplice fastidio (CG)), visto che nella
finzione narrativa l’autore della presente sceneggiatura non ha ancora visto Interstellar
ma in realtà essendo la stessa in ballo da una settimana ha approfittato nel frattempo
di una proiezione in 70mm che a squarciagola consiglia a chi ne avesse la
possibilità (CG) (CG) (CG). Sarò breve perché non vorrei che impiegaste mesi a leggere quello
che vi dirò in qualche minuto. Volevo intervenire su un’altra peculiarità
degli script nolaniani, ovvero quella di raccontare le gesta esclusivamente
di eroi maschili, relegando le figure femminili più notevoli a falsi motori
dell’azione, in chiave peraltro, con una certa ripetitività, traumatica (La moglie
assassinata in Memento quando invece il motore è la volontà di dare un’utilità
alla propria esistenza; la ragazza assassinata in Insomnia contro la resa dei conti
con i propri fantasmi interiori; la moglie annegata in The Prestige che perde
subito importanza di fronte alla rivalità e all’ossessione di scoprire il segreto;
la storia con Rachel che indovina come va a finire in Batman, mentre lui in realtà non distoglie
un attimo lo sguardo da sé stesso, tutt’al più dal ricordo del padre – ma della madre
non sia mai; la moglie suicida in Inception, già più all’interno dell’azione
ma di poco spessore e ricondotta sempre al subconscio del marito di cui
è istanza) Per il resto, della scarna sfilata di personaggi secondari femminili
nessuno lascia il segno, da Scarlett Johansson a Catwoman tutte vengono
aggiunte per precise necessità di trama e poi abbandonate, monocordi
e senza neanche un tentativo di approfondimento. Questo atteggiamento è
uno dei sintomi di un cinema debole dietro la bella architettura, povero
di significati, freddo, asessuato, incapace di essere davvero incisivo, di
trascendere il semplice intrattenimento, di superare il monolitismo del
protagonista e creare drammi veramente umani e universali. Nel film dove
io stessa figuro nel comparto “donne da spendersi per far proseguire la
storia e giustificare qualche svolta oscura”, si nota finalmente un anelito
verso una comunicazione nuova, il trattamento più insistito e la
diversificazione dei temi proposti. E non per niente c’è una donna deuteragonista
a rubare un po’ di scena (poca) a Matthew. Il risultato non raggiunge le ambizioni
ma ci sarà modo di discuterne altrove. Con questo vi lascio, nella speranza
che un giorno capiate l’importanza del mio messaggio.

Il montaggio alternato lascia intuire un Batman, il Terrorista Pseudoeroico crescentemente commosso dietro la maschera mentre Amelia Brand, l’Ennesima Gregaria-Tappezzeria recita il suo monologo. Verso la fine Batman, il Terrorista Pseudoeroico nota un orologio sulla libreria, lo afferra, lo studia, sembra capire qualcosa. Eureka. Un classico. Lo molla sulla mensola. Ché l’orologio che gli ha dato Mr. Fox spara i fuochi artificiali e gioca a scacchi meglio di Kasparov, altro che quel rottame ovopasquale. Fosse stato uno stetoscopio morse, magari.

In quel mentre entra nella stanza Leonard Shelby, Lo Smemorato Sfruttatuato, è molto trafelato e turbato, con la tipica faccia di chi non sa se sta inseguendo o è inseguito.

LEONARD SHELBY, LO SMEMORATO SFRUTTATUATO

[atteggiandosi a (Non, je ne regrette rien) stregone grigiobarbuto e dopo una pensosa esitazione]

(Non, je ne regrette rien) I have no memory of this place…

Lettore avvisato… (va bene potevo scegliere di meglio (CG))

SACCENZO, LA VOCE OVER (VO)
Embé? Tutto qui il colpo di scena? Mi puzza di sottofinale (CG), anche perché
togliendo Dom Cobb, il Personaggio Che Non É Scritto In Corsivo Perché
al Contrario di Al Pacino, Colui Che Farà a Meno di Epiteto Perché Non
Mi Viene In Mente, Non Va Annoverato Tra i Sei Causa Solo Fugace
Cameo Funestato da Maldiretta Scena d’Inseguimento (CG) mancherebbe un
sesto personaggio… dov’è l’inganno, dov’è il Prestigio?

UN PERSONAGGIO IL CUI NOME SCRITTO COSÍ
IN STAMPATELLO SI VEDREBBE DA SETTE
PAGINE PRIMA ROVINANDO IL VERO
FINALE A PSEUDOSORPRESA
(E CHE PSEUDOSPRPRESA)  (CG)

It‘s me! I’m the Prestige! E, giustamente, sono sempre stato sotto i vostri occhi!

La figura che guardava i monitor di spalle all’inizio fa ruotare la poltrona e si mostra alla mdp. É C. Nolan, l’Oggetto di Tanto Articolo.

IL PERSONAGGIO IL CUI NOME, APPENA CITATO, SCRITTO COSÍ
IN STAMPATELLO SI VEDREBBE DA SETTE
PAGINE PRIMA ROVINANDO IL VERO
FINALE A PSEUDOSORPRESA
(E CHE PSEUDOSPRPRESA) (CG)

Vi ho gabbati, ammettetelo! E vi avevo dato tutti gli elementi
all’inizio, come si conviene in un film di Nolan! Sì sono io
il Sesto Personaggio in cerca di Nolan, perché, giusto per aggiungere
una morale finale piccola piccola banale banale che ci sta sempre,
il primo ad essere in cerca di una persona non può che essere
la persona stessa (Oracolo di Delo dixit, e poi dicono che sono poco attuale),
soprattutto per uno che si è fatto da solo come me,
che ho studiato lettere e ho girato il mio primo film nei weekend
con gli amici con la mamma che faceva i sandwich salmone e
cipolla per tutti quanto erano buoni che nostalgia mica le schifezze
del catering WB. Ma neanche questo è il finale, ché (Non, je ne regrette rien) i dialoghi non
siam bravi a scriverli quindi meglio un’immagine potente.

C. Nolan, l’Oggetto di Tanto Articolo estrae qualcosa dalla tasca e con un movimento veloce delle dita la lancia a terra.

La trottola gira.

Gira gira gira.

Continua continua continua a girare.

Qualche teenager in sottofondo intavola una discussione sul finale.

Carlo Gandolfi fa pubblica ammenda perché, sembrerà una stonatura viste le precedenti 20000 battute, ma in fondo, da spettatore, al netto di tutti i difetti, a maggior ragione se in 70mm (ANDATE A VEDERLO IN 70MM!), il Nolan gli piace. Per cui, concedeteglielo, in conclusione (o in apertura?) un “Tanto di cappello, mr. Nolan (tanti cappelli, un centinaio, marca Tesla Enterprises)” è di dovere. (CG)

hats

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About Carlo Gandolfi

Colui che scruta, cromaveglie di luce, onirosuoni.

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