A NAPOLI NON PIOVE MAI

Regia: Sergio Assisi; Interpreti: Sergio Assisi, Ernesto Lama, Valentina Corti, Nunzia Schiano; Origine: Italia; Anno: 2015; Durata: 90’

Barnaba è un uomo di 40 anni, disoccupato che vive ancora a casa con i genitori. L’incontro con una donna e un ex compagno di classe, daranno uno scossone alla sua vita.

Sergio Assisi firma l’esordio alla regia, dirigendo, interpretando e producendo (sua la Quisquilie Production) questo primo lungometraggio.
Al di là delle ovvie ingenuità che può presentare un’opera prima, il film ha una sua dinamicità drammaturgica ed è proprio la semplicità con la quale viene raccontata la storia di Barnaba a conferire una personale struttura alla storia e a darle un ritmo gradevole.
Azzeccati i tempi comici che riprendono la lunga e famosa tradizione partenopea: Ernesto Lama è totalmente aderente al personaggio che interpreta, Jacopo, sfortunatissimo ragazzo. Basta guardare le espressioni del suo viso per scoppiare a ridere.
Camei di Nunzia Schiano, nel ruolo della perpetua e Francesco Paolantoni nel ruolo di un pompiere che deve salvare Jacopo dall’ennesimo tentativo di suicidio bene si innestano nella sceneggiatura.

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Napoli è protagonista già nel titolo, una città che prende in giro nei commenti dei ‘guaglioni’ alla bella Sonia, ma capace di provocare svenimenti in lei, che soffre della sindrome di Stendhal, per la bellezza dei suoi capolavori artistici.

Barnaba, classico scansafatiche affetto dalla sindrome di Peter Pan, girovaga per i vicoli di Napoli in cerca di ospitalità perché cacciato di casa dal padre esasperato e mollato dalla fidanzata, esasperata anch’essa.
Tuttavia mai si smorza il sorriso sul volto del protagonista e nemmeno si attenua la sua volontà di credere a una forza superiore che lo tragga fuori dalle piccole vigliaccherie e dall’ignavia.
Questa volontà verrà premiata perché la vita, come la città di Napoli, riserva sempre sorprese.

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Jacopo, coetaneo di Barnaba e suo ex compagno di classe delle medie, abbandonato da piccolo in un cassonetto, abbandonato sull’altare dalla compagna, bistrattato in ufficio dal capo, prende in casa quest’anima pia, ma non per benevolenza, piuttosto perché costretto dalle circostanze, lui che la vita la subisce e non riesce a liberarsene neanche tentando mille volte il suicidio.
Sonia arriva invece dall’ordinato e serioso Nord, ma lo ri-fugge, scappando dalla famiglia e da un fidanzato anonimo.
Sono tre vite inespresse quelle dei tre personaggi. Vite che si compensano, si completano a vicenda  quando entrano in contatto tra loro.
Sarà la città ad unirle, come la mela che passa di mano in mano durante il film, collegando esistenze con quel gusto beffardo del caso che sorride, forse quello sì, solo a chi, come Barnaba, gli sorride.

 

 

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina nel 2007. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A 40 sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema è ancora e resterà sempre la sua più grande passione.

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