TENERAMENTE FOLLE

Titolo originale: Infinitely Polar Bear; Regia: Maya Forbes; Interpreti: Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky; Origine: USA; Anno: 2014; Durata: 88′

Cam è un affettuoso marito e padre di famiglia, ma soffre di un disturbo bipolare. Stargli accanto, insieme alle due figlie, non è facile, quindi la moglie decide di allontanarlo. Quando decide di seguire un master a New York per ampliare le sue possibilità di lavoro e assicurare un migliore tenore di vita alle sue bambine, si vede costretta a lasciare le figlie al complicato marito.

Questo primo lungometraggio di Maya Forbes (nome legato all’omonima editoria statunitense) è la trasposizione cinematografica della vita reale della regista. È la storia della sua infanzia e adolescenza vissuta con un padre affettuoso ma affetto da bipolarismo.
Il titolo originale Infinetely Polar Bear renderebbe molto meglio il senso di quello che si sta per vedere perché gioca sul “misunderstanding” della figlia minore di Cam che traduce il nome della malattia di suo padre bipolar in “polar bear”.

La definizione di dramedy è quella che meglio descrive questo film che cambia continuamente registro, dal comico al tragico, dal serio all’ironico, aderendo perfettamente all’umore bipolare del suo protagonista.
È difficile raccontare la malattia mentale, soprattutto se la materia con la quale si ha a che fare è presa a piene mani da un pesante passato autobiografico frammentato di ricordi dolorosi.

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Lo sguardo della regia è sui visi dei personaggi e gli inserti in Super8 donano un senso di autenticità al film, ambientato nel 1978, in quegli anni Settanta in cui, come dice la protagonista, «tutti avevano un problema» ed essere maniaco-depressivi non lo era davvero.
In quei tempi in cui tutto pareva possibile, l’amore sembrava poter risolvere tutto ed effettivamente il legame affettivo che c’è tra i quattro membri della famiglia è molto forte.
Le bambine adorano il padre nonostante le lasci in casa da sole di notte per andare ad ubriacarsi, la moglie lo ama moltissimo anche se ha spaventosi scatti d’ira.
È un uomo creativo, sa cucinare, aggiustare tutto, ma non ha ordine mentale, non ha coerenza emotiva e l’amore da solo non sempre può bastare.

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Presentato al Toronto Film Festival e al Sundance, il film scivola via tra contrasti sapientemente dosati, scene di spiazzante ironia ma anche momenti toccanti di festosa vita familiare.
Una colonna sonora anni Settanta scelta in maniera appropriata a stemperare la tematica seria e la statura attoriale di Mark Ruffalo fanno il resto.
Ruffalo si cuce addosso l’infantile spensieratezza, l’ingenuo stupore, ma anche la follia della rabbia improvvisa, racchiudendo tutto nel segno ossimorico della sua brillante capacità interpretativa.

 

About Ivana Mennella

Partenopea di nascita e spirito, ma milanese di adozione, si trasferisce all’ombra della bela Madunina nel 2007. A 10 anni voleva fare la regista. A 20 la traduttrice per sottotitolaggio e adattamento dialoghi. A 30 la sceneggiatrice. A 40 sa con certezza una sola cosa ossia che il cinema è ancora e resterà sempre la sua più grande passione.

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