A fare da sfondo alla vicenda narrata, il meraviglioso e sconvolgente paesaggio dell’isola Sud della Nuova Zelanda. Una natura in gran parte incolta e incontaminata che invade, buca lo schermo. Ambientazione per nulla ordinaria e assai trascurata, in ambito televisivo, al di fuori dei confini australiani.
(Una bella occasione, per il pubblico, di conoscere e ammirare una parte di mondo che non siano i soliti Stati Uniti d’America.)
Luogo che la stessa Campion dice di aver utilizzato come ispirazione per l’intera serie («One day I was down in this area because I have a hut there. I went for a walk and saw a container…a burnt-out tree root…organic and tough… and the image of a girl walking into a lake…I don’t know where that comes from.»), queste zone non solo hanno guidato il processo creativo, ma hanno anche un peso tangibile all’interno della narrazione.

Le montagne e le vallate che costituiscono il paesaggio, offrono boschi fitti ed intricati (che nascondono cose e ne complicano la ricerca), picchi (che consentono la visione dall’alto ma danno senso di vertigine), vaste distese erbose (che permettono l’insediamento ma anche la fuga liberatoria). Rilievi incombenti che intimidiscono e la cui mole, giocoforza, adombra vaste porzioni di spazio: l’ombra che creano ha un effetto simbolico (la verità non sta certo alla luce del sole) e diffonde un’atmosfera inquietante e sinistra.
I colori predominanti sono il verde, il blu, il grigio. Spesso tutto è avvolto da una nebbia e da un’umidità che fanno rabbrividire; la pioggia, poi, scende fitta e fredda.
L’acqua è un altro degli elementi importanti del paesaggio: il lago di Laketop è proprio ciò con cui il racconto inizia. È nelle sue acque statiche, scure, fredde, che Tui si immerge nella prima sequenza e proprio quelle acque saranno il teatro d’azione dell’intera serie. Appartenente ad un bagaglio immaginifico consistente nella memoria collettiva, il lago è luogo di contempazione, di ossessione, di mistero, di morte. In particolare di morti di donne (soprattutto suicidi) di cui la letteratura è piena. Campion utilizza e gioca con riferimenti, iconografia e allusioni a questo tipo di reminescenze (alcune a lei molto vicine, si pensi a Lezioni di piano), ma dribbla il clichè, facendo percorrere ai suoi personaggi femminili sentieri alternativi.

Se da un lato la natura è inquietante e ricca di pericoli e insidie, dall’altro è anche una sorta di Eden abitato da uomini e donne. Non a caso l’area che il gruppo di GJ occupa, si chiama “Paradise”.
E se si abbraccia la natura – la propria natura – in senso vitalistico e spirituale, essa si rivela in tutto il suo splendore. Esemplari, in questo senso, le due scene d’amore: quella tra Robin e Johnno nel bosco, ma soprattutto quella tra Mitcham e una delle donne di GJ, nella radura. Novelli – attempati – Adamo ed Eva, i due si accoppiano, sotto l’effetto di droghe, in una natura che esplode di colori, rigogliosa come non mai.
Quella di Top of the Lake è una natura-mamma, è un’entità risolutrice. Seguirne il corso sembra la risposta ai problemi, affidarsi ciecamente ad essa, quasi un dovere. «We are living out here at the end of the earth in a place called Paradise and how is it going? Perfect? No. You are madder than ever. You are tired? So lie down right here. Be like a cat. Heal yourself. There is no match for the tremendous intelligence of the body. Rest. Follow the body, it’ll know what to do. It has tremendous intelligence» dice GJ. Che gli uomini vogliano o meno, quello che deve accadere alla fine accade (il compimento della gravidanza di Tui, il ricongiungimento di padri e figli, l’unione tra un uomo e una donna). Il male non è nella natura, ma nell’uomo, forse proprio nell’uomo più civilizzato, quello che da essa si è più allontanato.
Leggi anche:
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– Top of the Lake: la regia
– Due serie-tv a confronto: True Detective e Top of the Lake
About Elena Cappozzo
Dopo la laurea in Filologia Moderna a Padova, studia Film Writing a Roma. Sognando di scrivere “per”, scrive “di” (cinema) qua e là, accendendo ogni tanto un cero a San...SetBlv. Il grande schermo è il suo primo, assoluto amore ma le capita con discreta frequenza di tradirlo con quello della tv e persino con quello del pc (quella da Youtube e serie tv è in realtà una dipendenza piuttosto grave, no judging.)
